La cassintegrazione viene incontro ai lavoratori rimasti senza impiego per la chiusura delle attività di Giochi Preziosi store e Startrade del gruppo Giochi Preziosi con sede a Cogliate. Si tratta in tutto di 135 persone che, in seguito agli accordi firmati da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs con le direzioni societarie, potranno usufruire di una copertura retribuita garantita dal 30 marzo per Giochi Preziosi store e dal 1 marzo per Startrade, fino al 31 dicembre 2026.
Le intese elaborate al ministero del Lavoro si collocano nel più ampio percorso di gestione della crisi avviato dal gruppo dopo la composizione negoziata, successivamente archiviata per consentire un iter unitario con la capogruppo e le altre entità societarie. In questo quadro, le due società hanno depositato il ricorso per l’accesso a uno strumento di regolazione della crisi di gruppo e definito un piano che prevede la chiusura di tutti i punti vendita, ferma restando la possibilità di eventuali cessioni in presenza di manifestazioni di interesse da parte di terzi.
Cogliate, Giochi Preziosi: “Cassa passaggio per tutelare i dipendenti ma non esaurisce le forti preoccupazioni”
La Cigs riguarderà complessivamente 88 dipendenti di Giochi Preziosi Store e 47 di Startrade, distribuiti tra Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Liguria e Toscana, oltre ai siti di sede. «La sottoscrizione dei verbali di cassa integrazione rappresenta un passaggio necessario per garantire tutele e reddito alle persone coinvolte, ma non esaurisce le forti preoccupazioni sulla crisi complessiva del gruppo Giochi Preziosi», dichiarano i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
«Alla luce del confronto avviato anche presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle linee del piano industriale che prevedono un significativo ridimensionamento del comparto retail, è indispensabile proseguire il confronto con l’azienda e con le istituzioni per ottenere piena trasparenza, monitorare gli sviluppi del piano e verificare concretamente le prospettive di salvaguardia occupazionale, anche in relazione alle eventuali cessioni dei punti vendita, anche attraverso la definizione di un accordo quadro che garantisca tutele e continuità occupazionale».
Le organizzazioni sindacali, pur esprimendo netta contrarietà alla decisione aziendale di cessare le attività commerciali delle due società, hanno ritenuto necessario il ricorso all’ammortizzatore sociale al fine di garantire la tutela del reddito dei lavoratori, in un contesto privo di soluzioni industriali alternative.