Potrebbero essere i brugheresi a pagare, in tutto o in parte, la riapertura della Casa Digitale, lo sportello che all’ex oratorio Maria Bambina aiutava le persone senza adeguate competenze tecnologiche o prive di computer a sbrigare le pratiche online, chiuso senza nessun preavviso dal comune. L’amministrazione, a caccia di sponsor che contribuiscano a finanziare mostre, feste e progetti, ha inserito il servizio nell’elenco delle iniziative che i singoli, le aziende, gli enti pubblici e privati possono sostenere con un contributo economico o con la fornitura di beni: chi metterà mano al portafogli in cambio potrà vedere il proprio logo pubblicizzato su manifesti e volantini in occasione delle attività supportate e potrà distribuire gadget.
Brugherio: sponsor privati cercansi per far ripartire i servizi chiusi, l’elenco variegato degli eventi da finanziare
L’elenco degli eventi da finanziare comprende non solo manifestazioni di aggregazione o culturali come la Festa di primavera, la cui organizzazione costerà 10.000 euro, la Notte Bianca e la mostra di arte diffusa B@d che richiederanno 25.000 euro, le feste patronali e di San Damiano che assorbiranno 45.000 euro, l’allestimento degli appuntamenti natalizi e l’installazione delle luminarie la cui spesa, secondo le stime, ammonterà a 145.000 euro, ma anche programmi di educazione stradale del valore di 10.000 euro e la riattivazione della Casa digitale per la quale il Comune dovrà raccogliere 60.000 euro.
Brugherio: sponsor privati cercansi per far ripartire i servizi chiusi, come partecipare
Chi è interessato a sponsorizzare qualche progetto dovrà inviare la propria proposta all’indirizzo protocollo.brugherio@legalmail.it entro le 12 del 27 aprile: le offerte dovranno partire da un minimo di 500 euro per la Festa di primavera e gli incontri di educazione stradale mentre dovranno salire ad almeno mille euro per gli altri eventi.
Brugherio: sponsor privati cercansi per far ripartire i servizi chiusi, le regole
Non è detto che la generosità dei privati sia sufficiente a far partire tutte le attività: il comune, si legge nell’avviso pubblicato, si riserva di realizzarle nel 2026 «compatibilmente con le effettive disponibilità di bilancio e le offerte ricevute». Potrebbe, inoltre, rifiutare i contributi di chi è in conflitto di interesse con l’attività pubblica o è portatore di interessi particolari. Niente gioco d’azzardo, medicinali, tabacco e via dicendo. Che l’amministrazione sia intenzionata a battere nuove strade per finanziare i servizi oltre alle manifestazioni il sindaco Roberto Assi lo aveva detto chiaramente durante il consiglio comunale del 20 febbraio quando, rispondendo a Giovanna Borsotti di Brugherio Civica che aveva stigmatizzato la chiusura di Casa Digitale, aveva affermato: «Abbiamo intenzione di mantenerla, ma abbiamo dovuto fare una scelta per far quadrare il bilancio» aggiungendo che la riattivazione sarebbe dovuta passare da soluzioni senza costi quali «una convenzione, una sponsorizzazione o un accordo con un altro ente quale l’Inps».