Sicurezza informatica: tutti a rischio “cyber storm”, attacchi +53% nel 2025

MB Circle allo Sporting Club di Monza ha promosso l'incontro «Cyber Storm – Scenario Cyber, Strategie di Difesa e Nuove Normative»
MB Circle Sporting Monza
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C’è chi si giustifica dicendo «pensavo di non essere interessato». Poi c’è l’imprenditore convinto che l’antivirus sia sufficiente. E c’è pure il fatalista, che liquida il problema spiegando che tanto, «se vogliono entrare, entrano». Ma la questione è ben più complessa e un approccio superficiale può costare caro. Lo hanno evidenziato gli addetti ai lavori che hanno partecipato all’incontro «Cyber Storm – Scenario Cyber, Strategie di Difesa e Nuove Normative», promosso da MB Circle allo Sporting Club di Monza.
L’appuntamento ha garantito la possibilità di esaminare in maniera approfondita lo scenario relativo alla cybersicurezza e ai temi collegati.

Sicurezza informatica: tutti a rischio “cyber storm”, i numeri nelle aziende

Gli attacchi informatici prendono di mira grandi gruppi internazionali e piccole aziende nazionali. Le piccole e medie imprese italiane sono sempre più esposte a questo tipo di minaccia. Parlano i numeri: nel 2025 gli attacchi in Italia sono aumentati del 53%, con l’80% classificati ad alta severità. A fronte di una spesa nazionale in cybersecurity di circa 2,5 miliardi di euro, i danni complessivi stimati ammontano a 66 miliardi di euro, con una possibile proiezione fino a 160 miliardi in assenza di interventi strutturali.

Sicurezza informatica: tutti a rischio “cyber storm”, la cybersicurezza

«Pensiamo – ha sottolineato Pietro Polidori, moderatore dell’incontro – che un cyber attacco possa avvenire solo agli altri, ma ci dimentichiamo che gli altri, per gli altri, siamo noi. Bisogna avere un piano per prepararsi ed essere protetti, non è che le cose capitino per caso. Dietro a un piano occorre un metodo per proteggersi costantemente ed essere pronti ad intervenire. Ci vuole quella che chiamo sana paranoia».

«La protezione cyber – ha riconosciuto Rino Micheloni, amministratore delegato di Avaneidi Spa – deve essere portata giù fino al livello di memorizzazione dei dati, al lato hardware. Ora la superficie che deve essere protetta dalla cybersecurity è aumentata rispetto al passato. Cyber Sicurezza non vuole dire solo proteggere il dato, ma anche accorgersi di essere stati attaccati, come e quando può accadere. La domanda è: quando ve ne accorgerete? Se ve ne accorgerete».
«L’intelligence – ha spiegato Edgardo Fantazzini, amministratore delegato di Fortgale – non è un acronimo solo di moda, ma è un’attività concreta che deve servire a conoscere l’attaccante in anticipo, non ex post. Nessuno è escluso, cioè anche le piccole realtà sono bersagli critici per attaccanti di qualsiasi livello. Ora gli attacchi sono molto più rapidi e complessi rispetto al passato».

«Oggi il tema della cybersicurezza – ha puntualizzato Valentina Mussi, ICT Sector manager di Bureau Veritas Italia – è un tema fortemente trasversale. Riguarda noi anche quando saliamo sulle nostre auto».

Sicurezza informatica: tutti a rischio “cyber storm”, l’aspetto assicurativo

Marco Ghezzi, di Allianz 231, ha illustrato gli aspetti dell’argomento dal lato mercato assicurativo. Attualmente solo il 10% delle imprese italiane dispone di una copertura cyber adeguata. E questo malgrado il rischio sia percepito come rilevante dal 42% dei dirigenti. All’incontro hanno partecipato anche il presidente Paolo Pessina e il Consiglio direttivo di MB Circle, il presidente del Consiglio di Regione Lombardia Federico Romani e l’assessore alle attività produttive di Monza, Carlo Abbà.