Milano Cortina 2026, l’emozione della grande famiglia di Riccardo Lorello: «Felicissimi e increduli»

Mamma e papà, sorelle, amici: tutti con maglietta bianca e tricolore per Riccardo Lorello. E all'Ice Park di Rho scoppia la festa.
Olimpiadi Milano Cortina Nova Milanese Riccardo Lorello la tifoseria sugli spalti
Olimpiadi Milano Cortina Nova Milanese Riccardo Lorello la tifoseria sugli spalti

Un’esplosione di gioia. E tante lacrime. Ma di felicità. Così sugli spalti dell’Ice Park di Rho domenica pomeriggio dopo la gara del novese Riccardo Lorello che conquista un bronzo che sa di capolavoro. Un capolavoro frutto di tanta fatica e sacrifici condivisi con il papà Adriano suo primo allenatore, la mamma Giovanna e le sorelle Sofia e Giorgia in una esemplare famiglia allargata. Sugli spalti anche i nonni, gli zii e gli amici. Per tutti una maglietta bianca con l’immagine di Riccardo, una bandiera tricolore disegnata sulla guancia e un’altra stretta con orgoglio tra le mani a dir poco gelate per l’emozione di vedere Riccardo Lorello gareggiare tra i dieci migliori pattinatori al mondo sulla distanza dei 5mila metri.

Olimpiadi Milano Cortina Nova Milanese Riccardo Lorello
Olimpiadi Milano Cortina Nova Milanese Riccardo Lorello

Milano Cortina 2026, l’emozione della grande famiglia di Riccardo Lorello: il papà giudice di gara a bordo pista

Riccardo Lorello, classe 2002 gareggia nella seconda batteria. Una gara a dir poco perfetta che conclude con un tempo 6’09. È un buon tempo. A bordo pista c’è il papà di Riccardo Lorello, Adriano assistente dei giudici internazionali. 
«Riccardo era soddisfatto della sua gara – racconta il padre – si è avvicinato e mi ha chiesto se poteva abbracciarmi. Ma gli ho detto di no, non era il caso, non in quel momento. La gara non era ancora finita».

Milano Cortina 2026, l’emozione della grande famiglia di Riccardo Lorello: la gara e l’incredulità

Lorello balza in testa alla classifica fino alla penultima batteria, non scende sotto il suo tempo nemmeno il compagno di squadra Davide Ghiotto, sulla carta più favorito di lui. Lorello è incredulo. Nella penultima batteria gareggiano Sander Eitrem e Metodej Jilek che fanno meglio di Lorello, ma il novese rimane terzo. Manca l’ultima batteria. Male che vada Riccardo avrebbe finito la sua prima olimpiade al quinto. 

«Andava bene anche così», commenta il papà Adriano. Ma non è finita così. Gli ultimi due velocisti registrano un tempo maggiore rispetto a quello di Lorello. Riccardo Lorello è terzo, sul podio, medaglia di bronzo alla sua prima olimpiade. E finalmente arriva l’abbraccio con il papà Adriano.

Olimpiadi Milano Cortina Nova Milanese Riccardo Lorello la tifoseria
Olimpiadi Milano Cortina Nova Milanese Riccardo Lorello la tifoseria

Milano Cortina 2026, l’emozione della grande famiglia di Riccardo Lorello: gli inizi su pista a Cinisello e Bellusco, poi il passaggio sul ghiaccio

Emozioni indescrivibili, Adriano Lorello era un telentuoso pattinatore anche lui su rotelle e primo allenatore di Riccardo che ha vissuto i primi quattro anni a Nova Milanese poi si è diviso tra Milano e Nova. La sua prima squadra su rotelle era a Cinisello, poi è andato a Bellusco, quindi nel 2020 il passaggio al pattinaggio su ghiaccio per poter continuare ad allenarsi e iniziare a sognare le Olimpiadi: il pattinaggio su rotelle, infatti, non è sport Olimpico (difficile da omologare). Da un paio di anni è tesserato per la società di Rho dove allena anche il papà Adriano e per la quale gareggia la sorella Sofia (ma non è di Rho).

Il talento si fa strada anno dopo anno, Riccardo Lorello brucia le tappe e lo scorso novembre registra il tempo che gli consente di qualificarsi per le olimpiadi. La convocazione ufficiale arriva a gennaio. Era questo il sogno di Riccardo. Lo ha raccontato lui stesso in una storia su Instagram qualche giorno fa per rispondere a chi gli diceva: “Con questo sport non andrai da nessuna parte”. E invece è arrivato alle Olimpiadi. Anzi, no: è finito sul podio.

Milano Cortina 2026, l’emozione della grande famiglia di Riccardo Lorello: la mamma

«Siamo tutti felicissimi e increduli – commenta la mamma Giovanna Renestol’ho visto sereno e contento il giorno precedente, ma lui non si sbilancia mai anche perché è sempre molto umile. In serata gli avevo mandato un messaggio in cui lo invitavo a crederci. E così è stato». Un bronzo che vale oro. E anche di più. 

L'autore

Amo scrivere, leggere e praticare sport. Ho all’attivo diverse pubblicazioni di taglio giornalistico legate alla storia locale. Scrivo di tutto, ma quello che più mi appassiona sono le interviste a personaggi con storie particolari.