Scandalo Aeb, alla fine aveva ragione il calendario

L'editoriale del direttore Marco Pirola dedicato alla vicenda che da anni fa parlare la politica brianzola

C’era una data, più che un’aula di tribunale, appesa come una spada di Damocle sopra lo scandalo AeB a Seregno. Non la data della sentenza, ma quella della prescrizione. E oggi, mentre il processo procede con la compostezza di un treno regionale in sciopero, si scopre che la vera regista di tutta la vicenda non è stata la politica, non è stata la finanza. Non è stata nemmeno A2A. È stato il tempo. Quel tempo che in Brianza, quando si parla di responsabilità pubbliche, scorre sempre dalla parte giusta.
Avevamo osato dirlo, mesi fa, quando qualcuno ci accusava di gufare. Questa storia finirà in prescrizione. Non perché sia tutto chiaro, limpido, cristallino, ma perché è il finale più comodo, il più elegante, il più indolore. Nessun colpevole, nessun innocente. Solo un gioiello pubblico ceduto, un matrimonio celebrato senza gara e un gran sospiro di sollievo collettivo. La vendita di AeB al colosso A2A, raccontata come integrazione strategica e vissuta da molti come una svendita, rischia ora di essere archiviata non da una sentenza, ma da un calendario. Una soluzione perfetta: nessuno sbaglia, nessuno paga, nessuno risponde. La giustizia non assolve, semplicemente smette di fare domande.
E così, mentre i cittadini restano con il dubbio e con un patrimonio pubblico evaporato, la politica può rivendicare la correttezza delle scelte, la tecnica può nascondersi dietro le carte e la memoria collettiva può essere invitata a voltare pagina. Del resto, la prescrizione è questo. Un gigantesco “andiamo avanti” senza mai essere andati davvero a fondo.
Il paradosso è che lo scandalo non è più nemmeno l’operazione AeB. È l’idea che tutto questo fosse prevedibile. E infatti lo era. In Brianza non servono veggenti: basta un calendario.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.