C’è un momento, in ogni grande opera, in cui il progresso smette di essere promessa e diventa rumore. Non metaforico: proprio rumore. Quello dei camion, degli scavi, della terra che si sposta e del verde che arretra. Alla Bareggia di Macherio quel momento è arrivato. Pedemontana, del resto, è un po’ come quei parenti ingombranti che arrivano a casa senza preavviso. Sai che prima o poi passeranno, ma quando succede ti accorgi che occupano tutto lo spazio. E così, mentre il grigio avanza con metodo scientifico, il verde si ritira senza fare troppo rumore. In compenso, il rumore lo fanno eccome i cittadini, tra post, foto e allarmi lanciati con la velocità di una stories. Poi c’è lei, la chiesetta delle Torrette. Piccola, antica, piena di crepe e di memoria. Non un semplice edificio, ma un simbolo. Basta una transenna comparsa nel posto sbagliato ed ecco che il timore diventa certezza: la storia sta per essere travolta dal progresso. O almeno così sembra. Perché, come spesso accade, la realtà è meno cinematografica: niente scavi invasivi, niente ruspe assassine, “solo” un parcheggio temporaneo. Temporaneo, si sa, è una parola elastica. Può durare il tempo di un cantiere o quello di un’intera generazione. E così Pedemontana continua la sua marcia, tra promesse di sviluppo e nostalgie verdi. La chiesetta resta lì. Immobile a guardare, come ha fatto per secoli. Forse resisterà anche a questo assalto. Più difficile, invece, capire se resisterà la pazienza dei cittadini. Quella, a differenza dei monumenti, non ha bisogno di crepe per crollare…
Brianza Sud, l’editoriale del direttore Marco Pirola: «Pedemontana: chiesetta nel mirino. Bareggia in allarme»
L'editoriale del direttore responsabile del Cittadino, Marco Pirola, sull'edizione della Brianza Sud di sabato 21 marzo