Ci sono luoghi che cambiano forma quando il dolore li attraversa. Quel lembo di bosco, tra il fango dei sentieri e le querce spoglie a Muggiò, non è più solo un passaggio: è una soglia. Una soglia di silenzio, di lacrime, di memoria. Tutto è accaduto laggiù dove la vita di Denis Sichka, calciatore della Vis Nova di Giussano, si è fermata troppo presto. Laggiù dove ora la Brianza ha scelto di restare. Sedici anni: un tempo che non dovrebbe conoscere la parola fine. Con lui è svanito un frammento di innocenza, un pezzo di futuro. Ma il suo passo invisibile continua a risuonare tra i rami scheletrici e il vento dei boschi di quella periferia di Brianza scelta dal ragazzo per fare i conti con Dio. Denis vive. Nei sorrisi di chi lo ha amato e negli sguardi di chi lo ha appena conosciuto. Il bosco, oggi, è veglia collettiva, cattedrale di ricordi, un cuore pulsante che raccoglie dolore e speranza. Era un amico, un compagno, un sorriso dentro uno spogliatoio. La sua assenza pesa, ma illumina. Trasformare il dolore in memoria, la memoria in presenza. Questo è il miracolo dei luoghi feriti. Denis non camminerà più su quei sentieri, eppure resta nei passi di chi li attraversa pensando a lui, nel tremito delle foglie e nel silenzio delle radici. Denis regge quello striscione che mani pietose hanno appeso dove è spirato. Ogni lacrima diventa eco, ogni ricordo diventa luce. La sua vita ricorda quanto ogni respiro sia prezioso, quanto ogni sorriso conti, quanto l’amore che doniamo sia l’unico ponte tra chi resta e chi è partito troppo presto. E così, in quel bosco, Denis cammina ancora, tra noi, invisibile e immortale…
Brianza Nord, l’editoriale del direttore Marco Pirola: «Il silenzio del bosco, Denis Sichka cammina ancora»
L'editoriale del direttore Marco Pirola sull'edizione della Brianza Nord di sabato 31 gennaio 2026