Passano gli anni, ma il Salone del Mobile milanese è sempre una roccaforte nel sistema legnoarredo tricolore. Soprattutto in una fase caratterizzata da un alto tasso di incertezze come l’attuale. Qui, però, si rinsaldano sperimentati rapporti commerciali e se ne inaugurano di nuovi. Qui la clientela in arrivo da tutto il mondo può valutare in presa diretta cosa offra la punta avanzata del made in Italy in questo comparto. Oltre le mode, oltre le turbolenze di ogni tipo.
Salone del Mobile 2026, Caimi Brevetti sempre presente: «Un appuntamento fondamentale per il settore»
Non ha dubbi in proposito Gianni Caimi, presidente del Consiglio di amministrazione della Caimi Brevetti.
L’azienda di Nova Milanese, fondata nel 1949, è una delle principali produttrici europee design oriented nel settore dell’arredamento, dei complementi d’arredo e delle soluzioni acustiche per l’ufficio, la casa e il contract. I dipendenti sono 50. «Il Salone – conferma l’imprenditore brianzolo – resta un appuntamento fondamentale per il nostro settore. Anche per gli oltre 300mila visitatori, per la maggior parte stranieri, che ogni anno si ritrovano a Milano in questa occasione».
La Caimi Brevetti è una fedelissima dell’esposizione milanese. Nell’edizione 2026 avrà a disposizione un’area di 400 metri quadri.
«Il Salone – aggiunge Caimi – resta comunque una vetrina importante. Noi, in pratica, abbiamo confermato lo stesso spazio dello scorso anno. I clienti più affezionati sanno dove siamo e ci trovano rapidamente, senza dover andare troppo in giro. Ad aprile presenteremo le nostre novità nel campo della fonoassorbenza e i nostri classici prodotti nell’ambito dell’arredamento e del complemento d’arredo per gli uffici».
Salone del Mobile 2026, Caimi Brevetti sempre presente: l’analisi della situazione internazionale
La situazione internazionale, intanto, è sempre estremamente complicata.
«Germania e Francia – commenta Caimi – stanno soffrendo più di noi. Il mercato Usa si trascina dietro il problema dei dazi. In questo caso non è possibile nascondersi dietro un dito. Finora le spese aggiuntive sono state assorbite parte dagli esportatori e parte dagli importatori. Ma non si potrà continuare così all’infinito. L’economia, in ogni caso, non sta attraversando un momento particolarmente florido, ma il mercato non è così depresso come la situazione mondiale potrebbe far pensare. Sembra quasi che l’economia reale sia slegata dalla geopolitica, dal mondo finanziario e dal mondo che gli gira intorno. Previsioni, però, non è possibile farle. Di sicuro andremo al Salone con la massima speranza e con la certezza di proporre ottimi prodotti».