Nelle tasche dei brianzoli: fondi e azioni corrono, ma i contanti arrancano

La “ricchezza finanziaria” dei lombardi, e dei monzesi e brianzoli, è aumentata. Ma gli effetti praticamente non si sentono.
Risparmi - Immagine di awesomecontent su Freepik
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I monzesi e brianzoli sono diventati più ricchi? Gli stipendi nel settore privato, negli ultimi 10 anni, in Italia sono cresciuti mediamente quasi del 15%, ma gli effetti non si sono praticamente sentiti. Anzi. Il potere di acquisto, per effetto dell’inflazione, è addirittura calato dell’8%.
Eppure la “ricchezza finanziaria” dei lombardi, e dei monzesi e brianzoli, è aumentata.
Solo tra il 2023 e il 2024 i risparmi delle famiglie lombarde sono lievitati di quasi 50 miliardi (48,3), +9,6% portando l’ammontare complessivo a sfiorare i 550 miliardi.
Ancora meglio, in percentuale, ha fatto la provincia brianzola, +9,8% (+ 4 miliardi; risparmi saliti da 41,3 miliardi a 45,4 miliardi). In Brianza aumentati anche gli investimenti finanziari, di 4,3 miliardi (+20,2%), mentre di riflesso sono scesi di 220 milioni i depositi (-1,1%). Dati emersi da una ricerca Fabi (Federazione autonoma bancari italiani) su dati della Banca d’Italia.

Nelle tasche dei brianzoli: prestiti e investimenti

Per quanto concerne il credito, sempre secondo la ricerca è tornata a crescere la domanda di prestiti da parte delle famiglie lombarde (+1%, +1,3 miliardi). Lievemente superiore la percentuale a Monza e in Brianza (+1,1%, +132,3 milioni, 12,2 miliardi complessivi), la più alta dopo Milano (+2,2%). In calo generale invece i prestiti alle aziende (-3,6% in Brianza; circa 10,5 miliardi).
Sul fronte investimenti premiata la differenziazione tra fondi, azioni e titoli di Stato a dispetto dei depositi: l’intento evidente delle famiglie lombarde e brianzole è di cercare rendimenti più elevati attraverso strumenti finanziari piuttosto che mantenere liquidità sui conti correnti. In Brianza i fondi di investimento, azioni e titoli sono aumentati di 4,3 miliardi in un anno, tra il 2023 e il 2024, passando a 25,4 miliardi.

Nelle tasche dei brianzoli: depositi e conti correnti

Nel 2025 (al 30 settembre), riferendosi invece a dati diffusi dalla Banca d’Italia, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in provincia si è manifestata una inversione di tendenza sui depositi, con un incremento di circa 700 milioni. In 10 anni, dal 2015, a parte la parentesi 2024, l’incremento è stato costante con depositi complessivi, in provincia, aumentati di quasi 7 miliardi complessivi (vedi tabella). Riguardo invece agli investimenti nel 2025 hanno raggiunto a Monza e in Brianza quasi i 28,5 miliardi.
Sono poi oltre 650mila, sempre in provincia di Monza e Brianza, i conti correnti intestati a famiglie e imprese sugli oltre 48 milioni a livello nazionale (oltre 8 milioni solo a Milano). Un trend in crescita (+1,3%). La Lombardia si è confermata prima in Italia nel 2024 con 13.426.116 conti correnti, segnando un aumento di +2.673.712 conti (+24,9%) rispetto al 2019.
Ma quanto hanno mediamente sul conto gli italiani? Secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia disponibile, risalente al 2020, il 77,1% dei conti aveva meno di 12.500 euro depositati, il 15,3% tra i 12.500 e i 50.000 euro, mentre solo il 6,9% dei conti aveva tra i 50.000 e i 250.000 euro.
Ciò nonostante proprio in quel 6,9% dei conti c’era la maggior parte della ricchezza degli italiani, il 43,5% del totale del denaro depositato. Minimali (0,4%) i conti tra i 250.000 e i 500.000 euro mentre circa 115.000 (0,02%) superava il mezzo milione di euro.

L'autore

Classe 1971, faccio il giornalista dal secolo scorso, da fresco universitario. Sempre fedele al Cittadino, sono stato prima collaboratore locale, poi, da assunto, praticante e infine professionista, dal 2008. Le mie passioni? La cronaca nera e le storie (belle) delle persone. Ma anche lo sport, il rosso (Ferrari e Ducati), il verde dei campi da calcio e l’arancione di quelli da tennis (e del pallone da basket). E poi le serie tv, i libri di Simenon e una pedalata al parco, di Monza naturalmente.