Cala il sipario su una realtà che per oltre sessant’anni ha rappresentato un punto di riferimento nel settore del legno arredo in Brianza.
La Citterio Paolo snc, storica azienda di via Fiume a Paina di Giussano, ha chiuso ufficialmente i battenti lo scorso 13 gennaio, mettendo fine a un lungo percorso imprenditoriale fondato su passione e identità artigianale. La storia dell’azienda affonda le radici negli anni Sessanta, quando Alfredo Citterio avviò l’attività come falegname libero professionista. Negli anni successivi coinvolse anche il fratello Aldo, dando vita a una bottega artigianale specializzata nella realizzazione di camere, camerette e arredi su misura.
Giussano, sipario sulla Fratelli Citterio: le date chiave della storia
Nel 1986, la scomparsa prematura del fondatore segnò un passaggio delicato: a raccoglierne l’eredità fu il figlio Paolo, classe 1962, che a soli 23 anni decise di subentrare, diventando il perno centrale dell’azienda. «Dal 1986 mio padre ha rilevato le quote di mio nonno, ma lavorava già in azienda da un paio d’anni», racconta la figlia Ilaria. Un percorso affrontato con determinazione e con il supporto di figure fondamentali: la madre Irene Barzaghi, che lo ha affiancato anche nella gestione amministrativa, e Vittorio Redaelli, storico operaio e braccio destro del fondatore.
«È stato un secondo maestro per mio padre, una presenza preziosa», sottolinea. Fino alla fine degli Anni Novanta la produzione rimase legata alla tradizione, con arredamenti destinati a privati, showroom e rivenditori. La svolta arrivò nel 1998, quando Paolo Citterio rilevò interamente l’azienda, che cambiò denominazione da Fratelli Citterio a Citterio Paolo snc, orientandosi verso il contract e il lavoro come terzista per grandi aziende.
Giussano, sipario sulla Fratelli Citterio: il mercato internazionale
Da quel momento l’attività si è proiettata sul mercato internazionale, realizzando arredi in legno per negozi di lusso, hotel e strutture di alto livello, con commesse in Russia, Dubai, Nord Europa e Asia. Un percorso reso possibile dall’unione tra artigianalità e innovazione tecnologica. Dopo oltre quarant’anni di attività, è arrivata la decisione di chiudere.
«La scelta è legata all’età della pensione – racconta ancora Ilaria – ed è stata presa con consapevolezza. Mio padre è arrivato preparato a questo momento: c’è gioia per il percorso concluso e per tutto quello che è stato costruito, ma anche dispiacere perché una realtà così importante non viene proseguita».
Oggi l’azienda è in fase di liquidazione e per Paolo Citterio si apre un nuovo capitolo, fatto di passioni rimaste a lungo sullo sfondo: la montagna, i viaggi e l’arte. Un percorso che resta motivo di orgoglio per tutta la famiglia. «Mio nonno, che è stato il visionario di questo mestiere e ha creduto fin da subito nell’imprenditoria, sarebbe sicuramente orgoglioso di suo figlio. Anche noi figli – Ilaria, Marte e Davide – siamo orgogliosi di lui e lo ringraziamo per tutto quello che ha fatto per noi».