Possibile spiraglio per la crisi Kasanova, azienda che si occupa di casalinghi e arredamento con centinaia di punti vendita, cinque dei quali tra Monza e la Brianza, a Lissone, Villasanta e Arcore, dove è nata, e circa 5mila lavoratori impiegati.
Secondo quanto riportato da Milano Finanza una società con sede a Napoli, la Pamaf, specializzata principalmente nella commercializzazione all’ingrosso di infissi in pvc per il mercato europeo, si sarebbe mostrata interessata a investire nel gruppo.
Crisi Kasanova: possibile spiraglio, è la Pamaf di Napoli
Di qui la richiesta da parte del Cda della azienda al Tribunale di Monza dell’accesso alla regolazione della crisi con applicazione delle misure protettive dai creditori.
Richiesta approvata dal giudice delegato Caterina Giovannetti, che ha nominato Luca Brivio, Michele Pozzoli e Lucia Rizzi commissari. I contatti con Pamaf, che già il 22 dicembre scorso aveva manifestato il proprio interesse a valutare un investimento in Kasanova, sono stati riattivati dopo la marcia indietro di Ovs da un’offerta vincolante per l’acquisizione del 100% di Kasanova.
Pamaf il 6 febbraio avrebbe presentato «una strutturata manifestazione di interesse». Di qui la richiesta della procedura al tribunale per le valutazioni del caso.
Crisi Kasanova: possibile spiraglio, nuovo incontro al Mimit il 18 marzo
Intanto il 10 febbraio è avvenuto un primo incontro tra l’azienda e organizzazioni sindacali al MIMIT (Ministero del Made in Italy). Secondo una nota del Ministero i rappresentanti della società hanno annunciato, a seguito del ritiro dell’offerta di acquisto da parte di Ovs Spa, l’arrivo della nuova manifestazione di interesse da parte di un soggetto industriale italiano e l’avvio di una fase di due diligence.
Azienda e sindacati, con l’occasione, hanno valutato la necessità di intensificare i momenti e le modalità di confronto al fine di supportare l’azione di rilancio industriale di Kasanova. Il Ministero ha fissato un nuovo incontro per il 18 marzo.