Autotrasportatori: la Brianza guida la protesta dei camion contro il caro gasolio

La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha una guida brianzola: Claudio Riva, imprenditore di Besana Brianza e presidente nazionale di Confartigianato Trasporti.
Autotrasportatori in autostrada - foto di repertorio
Autotrasportatori in autostrada – foto di repertorio

Quando il tavolo delle trattative fa più strada delle risposte. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha una guida brianzola: Claudio Riva, imprenditore di Besana Brianza e presidente nazionale di Confartigianato Trasporti, associazione aderente a Confartigianato. È da questa Brianza che parte una richiesta di risposte per un settore che, da mesi, avverte di non riuscire più a reggere il peso dei rincari. Martedì 20 ottobre, in Prefettura a Milano, il Governo ha incontrato le associazioni dell’autotrasporto. Finalmente, verrebbe da dire. Ma il calendario racconta una storia meno rassicurante. Da maggio a oggi le convocazioni si sono moltiplicate, mentre le imprese continuano a chiedere che gli impegni diventino misure operative.

Claudio Riva, presidente territoriale degli Autotrasportatori
Claudio Riva, presidente territoriale degli Autotrasportatori

Autotrasportatori: la Brianza guida la protesta dei camion, cos’è successo in cinque mesi

Nel frattempo il gasolio non aspetta il prossimo verbale, e nemmeno le fatture.
A maggio, dopo l’intesa a Palazzo Chigi, era stato sospeso il fermo nazionale. A luglio era stato annunciato il credito d’imposta da 300 milioni sul gasolio. A settembre si parlava di sblocco dei fondi e ristori; a ottobre Unatras ha denunciato il rischio di una nuova mobilitazione nazionale. Cinque mesi di comunicati, incontri, promesse e solleciti: una specie di autotrasporto amministrativo, dove a muoversi più spesso sono le carte. Ora la convocazione urgente a Milano, presieduta d al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, viene presentata come un primo passaggio importante. E lo è, se dopo il tavolo arriveranno decisioni con tempi, risorse e responsabilità precise. Perché le associazioni non chiedono una foto di gruppo accanto a una bandiera, né un’altra dichiarazione sulla centralità del settore. Chiedono di sapere quando saranno disponibili i fondi, come si affronta il caro carburante e quali strumenti possono tenere in piedi imprese che garantiscono servizi essenziali a tutto il sistema produttivo.

Autotrasportatori: la Brianza guida la protesta dei camion, due convocazioni in una settimana

Il punto è proprio qui. L’autotrasporto non è una categoria che può fermarsi senza conseguenze, ma neppure una categoria che può continuare a lavorare fingendo che i costi non esistano.
Ogni camion che viaggia consuma gasolio, paga pedaggi, manutenzione, assicurazioni e stipendi. Se il margine si assottiglia fino a sparire, la continuità dei servizi non si difende con un comunicato: si mette a rischio. E quando il trasporto si inceppa, il problema non resta nel piazzale di un’azienda. Arriva lungo tutta la filiera, fino a chi produce, vende e compra.

La convocazione di martedì anticipa quella fissata inizialmente per il 27 ottobre al Ministero. Per ora, però, anche l’appuntamento del 27 resta una data sul calendario.
Due tavoli in una settimana possono voler dire che finalmente si corre; oppure che per arrivare a una soluzione servono due riunioni, una riunione preparatoria e magari una riunione per commentare la riunione. Il settore, comprensibilmente, spera nella prima ipotesi.

La pressione esercitata da Confartigianato Trasporti e Unatras ha ottenuto un confronto anticipato. È un risultato, non ancora una risposta. La differenza la farà ciò che uscirà dalla Prefettura: non l’ennesima presa d’atto della gravità della situazione, ma una strada praticabile per sbloccare le risorse e contenere i rincari. Se il tavolo servirà invece soltanto a fissarne un altro, la categoria avrà collezionato un’ulteriore data, non una soluzione.
Il Governo sa che la posta in gioco non riguarda soltanto le imprese produttive. Riguarda la tenuta di un servizio da cui dipendono merci, produzione e quotidianità. Alle associazioni spetta portare richieste chiare. Alle istituzioni, risposte altrettanto chiare che non lascino adito ad interpretazioni. Il gasolio, almeno, non ha bisogno di essere convocato: presenta il conto ogni giorno. Sarebbe il caso che, dopo cinque mesi, anche gli impegni imparassero a fare altrettanto.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.