L’editoriale del direttore Marco Pirola: “Cambiare pelle, restare fedeli a se stessi”

L'editoriale del direttore responsabile de Il Cittadino di Monza e Brianza, Marco Pirola, sul numero di giovedì 23 luglio 2026
Stampa giornali editoriale - foto Freepik
Stampa giornali editoriale – foto Freepik

Ci sono momenti in cui cambiare pelle non è un vezzo, ma un preciso dovere. Lo fanno gli alberi con le stagioni e, ogni tanto, anche i giornali. Il Cittadino sceglie di farlo ora, senza rinnegare la propria storia, ma con la consapevolezza che per continuare a raccontare il futuro bisogna avere il coraggio di cambiare il presente. Che poi non è solamente allargare un formato. Magari andando controcorrente. Cambiare pelle non significa rinnegare l’anima, ma togliere ciò che il tempo ha inevitabilmente consumato per mostrare ancora meglio ciò che siamo sempre stati: il giornale che racconta Monza e la Brianza, profondamente radicato nel territorio, nelle sue comunità, nelle sue imprese, nelle sue piazze e nelle storie, grandi e piccole, che ogni giorno meritano di essere raccontate. Perché un territorio senza memoria è più povero. E un giornale che conosce ogni strada, ogni campanile e ogni volto continua a essere un punto di riferimento anche quando il mondo corre a velocità vertiginosa.

Per me poi questa sfida è anche una storia personale. Tornare, dopo poco più di un mese, alla direzione del giornale che rappresenta Monza e la Brianza, significa ritrovare una casa professionale fatta di passione, responsabilità ed emozione. È un compito che affronto con entusiasmo e con il senso della misura che ogni incarico importante richiede, consapevole delle difficoltà. Ma dalla mia ho anche il privilegio di poter lavorare accanto a una redazione che conosce la Brianza come pochi altri. Significa per me ritrovare una casa professionale fatta di gente che ci crede. Con passione, responsabilità e, perché no, anche emozione.

L’editore ha scelto di mettersi in gioco in prima persona tenendo in vita una testata con un progetto di rilancio che guarda ben oltre la carta stampata. Il futuro dell’informazione si gioca su più piattaforme, con linguaggi diversi e nuovi strumenti, senza perdere ciò che rende credibile un giornale. L’autorevolezza, la verifica delle notizie e il rapporto di fiducia con i lettori. La sfida riguarda Il Cittadino e tutti altri quotidiani del gruppo, accomunati dalla stessa convinzione. L’informazione locale ha ancora molto da dire, purché abbia il coraggio di innovare, di gettare il cuore oltre la siepe delle difficoltà e viaggiare al passo con i tempi come abbiamo intenzione di fare noi a partire da oggi.

Qualcuno definirà questa operazione una scommessa. Forse persino una follia. In effetti, decidere oggi di investire nei giornali richiede una certa dose di incoscienza. O, se preferite, di coraggio. Ma è proprio questa scelta, temeraria quanto lungimirante, che ha permesso di salvare un patrimonio fatto di memoria storica, identità territoriale e professionalità. E anche una forza lavoro tutt’altro che trascurabile nella sua potenzialità e concretezza. Se questa è follia, allora è una di quelle pazzie che vale davvero la pena raccontare e vivere. Assieme. E, soprattutto, continuare a scrivere.

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.