Sessanta milioni in ballo. Euro più, euro meno. Una cifra che, in qualunque Comune di provincia, basterebbe a far tremare i polsi e le sedie del consiglio. Eppure, nello scandalo AeB, più che il rumore delle carte processuali, si sente il ticchettio dell’orologio. Non quello della Giustizia che avanza, ma quello della prescrizione che incombe. Perché mentre fuori si discute di responsabilità, equilibri politici e ricostruzioni milionarie, dietro le quinte si gioca una partita molto più silenziosa: arrivare vivi o meglio, indenni, alla fine del tempo massimo. Una corsa contro il calendario, più che contro le accuse. E il paradosso è tutto qui. Milioni di euro al centro del procedimento, ma il vero protagonista rischia di essere proprio il calendario. La prescrizione non assolve, si dirà. Vero. Ma di fatto spegne. Chiude. Archivia senza bisogno di verità definitive. È una ghigliottina al contrario. Non cala sulla testa dell’imputato, ma sul processo. E quando si parla di risorse pubbliche, partecipate e scelte che incidono sulle tasche dei cittadini, il tempo che scade non è mai neutro. Il punto non è anticipare sentenze che spettano ai giudici. Il punto è chiedersi se, al di là delle schermaglie politiche, qualcuno stia davvero correndo per chiarire fino in fondo. Perché se (come è quasi certo) la montagna di milioni dovesse partorire il topolino della prescrizione, resterebbe un’amara sensazione. Che a pagare, ancora una volta, sia solo la fiducia dei cittadini. E quella, a differenza dei reati, non va mai in prescrizione… Almeno sino al prossimo referendum…
Brianza Nord, l’editoriale del direttore Marco Pirola: «Dopo il danno ora dietro l’angolo arriva anche la beffa»
L'editoriale di Marco Pirola, direttore responsabile de Il Cittadino di Monza e Brianza, sull'edizione della Brianza Nord di sabato 28 febbraio 2026