Malpensa senza stress: come evitare il traffico della A4 e della Valassina

Chi abita tra Monza, Lissone o Seregno ha un momento preciso in cui l’entusiasmo per un volo imminente si trasforma in un calcolo balistico degno della NASA. È quello in cui apre l’app del traffico e fissa quella striscia rossa che decora costantemente la A4 o la Valassina.

Non importa quanto sia presto o quanto sia “un orario intelligente”: la variabile impazzita è sempre lì, pronta a farti sudare freddo mentre guardi l’orologio sul cruscotto e calcoli mentalmente se riuscirai a superare i controlli prima della chiusura del gate.

Raggiungere Malpensa dalla Brianza è, storicamente, un esercizio di pazienza. Se decidi di andare in auto, devi mettere in conto il costo del carburante, il pedaggio e, soprattutto, il salasso dei parcheggi aeroportuali (o la scomodità di quelli remoti con navetta annessa). Se decidi di farti accompagnare, stai ufficialmente chiedendo un sacrificio a un amico o a un parente.

La “terza via” che evita lo stress

Ma c’è un’alternativa che molti stanno riscoprendo e che elimina il problema alla radice: dimenticarsi l’auto in garage. Il collegamento bus Malpensa Milano come quello offerto da Flibco fa la differenza. Il servizio con orari diurni e notturni e una flotta ad alta frequenza conquista tutti: famiglie con bambini, viaggiatori solitari e persino lavoratori. I bus partono sia da Milano Lampugnano che da Milano Centrale, in base a dove ti trovi più comodo, e fermano a Rho Fiera oppure a Piazzale Lotto.

L’anello di congiunzione: la navetta Flibco

Il servizio di bus navetta Flibco non è il solito “torpedone” d’altri tempi. È un sistema pensato per chi ha bisogno di certezze.

Le partenze sono frequenti (una ogni mezz’ora circa), coprendo praticamente tutto l’arco della giornata, dalle prime luci dell’alba fino a notte fonda. È la risposta a quel senso di impotenza che si prova bloccati al casello: anche se c’è traffico, la gestione professionale delle tratte e la corsia preferenziale permettono di mantenere una puntualità che con l’auto privata è pura utopia.

A bordo, l’esperienza è agli antipodi rispetto alla tensione delle mani strette sul volante. C’è il Wi-Fi gratuito, ci sono le prese USB per caricare lo smartphone (così da avere il QR code della carta d’imbarco sempre pronto) e, soprattutto, c’è spazio per le gambe.

È il momento ideale per rispondere alle ultime mail di lavoro se si viaggia per business, o per iniziare a sfogliare una guida turistica se la meta è una spiaggia esotica.

Si arriva al Terminal 1 o al Terminal 2 rilassati, senza aver imprecato contro il camionista che ha deciso di sorpassare ai trenta all’ora.

Cosa fare con il tempo guadagnato (e i nervi saldi)

Se partite da Milano Centrale, raggiungere la stazione con un po’ di anticipo non è più un peso, ma un’opportunità. Invece di correre con il fiatone, ci si può concedere quel lusso che in Brianza spesso sacrifichiamo sull’altare della fretta: la sosta.

L’area intorno a Milano Centrale è un microcosmo in continua evoluzione. Se avete mezz’ora prima che il vostro bus Flibco parta, potete approfittarne per un caffè come si deve in uno dei tanti bar storici sotto le volte monumentali della stazione, o magari fare un salto veloce nelle librerie dei dintorni per quel romanzo che avevate promesso di leggere in aereo.

Per chi ha più tempo, le strade laterali offrono piccoli angoli di pace: forni che sfornano focacce calde a ogni ora o piccoli empori dove scovare uno snack particolare.

Se invece il vostro punto di partenza è Lampugnano, lo scenario cambia ma la filosofia resta la stessa. Qui, lontani dai marmi monumentali, si respira un’aria più urbana e concreta. L’attesa diventa il momento ideale per osservare il frenetico viavai di viaggiatori e mezzi diretti in ogni angolo d’Europa, un vero e proprio crocevia di storie in movimento. Potete concedervi un ultimo caffè o uno snack al bar del terminal, lasciando vagare lo sguardo su questo formicaio cosmopolita, o – se i minuti abbondano – fare due passi verso il verde della vicina Montagnetta di San Siro, per riempirsi gli occhi di cielo e natura prima di immergersi nel traffico autostradale.

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