Numericamente parlando, quella con la Carrarese è stata l’unica vera goleada del Monza nel girone d’andata. Già avanti per 2-0 alla fine del primo tempo e 4-1 nel finale. Anche se poi, le imposizioni più nette sono state le trasferte di Palermo e Pescara, entrambe concluse 3-0. Ma questo non deve ingannare, la formazione toscana è di certo meglio di quello che ha mostrato nel match del 20 dicembre. Il ritorno sabato 21 febbraio, alle 19.30.
Calcio serie A: Carrarese-Monza, lo stadio dei marmi
Soprattutto in casa. Lo dicono anche i risultati, su 30 punti totali gli uomini di Calabro ne hanno conquistati 20 nello stadio dei marmi, una media da salvezza tranquilla e forse anche qualcosa di più. Di fatto, insieme al Sudtirol, rappresentano la prima delle altre. Quelle che, tolta la zona playoff, formalmente lottano per la salvezza.
Sì, perché nonostante il decimo posto, il vantaggio di sette punti sullo Spezia terzultimo e di quattro sull’Entella ai limiti della zona playout non permettono di stare tranquilli e i risultati delle ultime quattro giornate indicano un trend in calo che certamente animerà il gruppo in vista della gara con il Monza. Nell’ultima trasferta di Modena, la Carrarese ha sofferto nel primo tempo, ma chi non sta facendo fatica ultimamente con i canarini, salvo poi rinsavire nella seconda parte, trascinando i padroni di casa sino agli ultimi minuti, quando poi Defrel ha chiuso definitivamente la contesa. I toscani avevano fatto bene anche a Venezia, arrivando a pareggiare il gol di Busio con la rete di Hasa, decisamente favorita da un fraintendimento tra Stankovic e Svoboda, a proposito di portieri svagati.
Proprio il giovane talento di scuola Juventus, passato per il Napoli, sta avendo maggior minutaggio ed un rendimento migliore in questa seconda parte dell’anno, anche se poi i riferimenti per Calabro sono altri. Abiuso ad esempio ha esagerato, otto gol in due mila minuti, parecchi.
Calcio serie A: Carrarese-Monza, le scelte dei biancorossi
Per quanto riguarda il Monza, nell’ultimo turno Bianco ha recuperato tutti ad eccezione di Antov. Fuori lista rimangono Galazzi e Maric, mentre in campo c’è ancora da trovare la soluzione più efficace per rimpiazzare la partenza di Izzo. Il tecnico ci ha provato con Brorsson, bravo nelle respinte, in difficoltà nell’impostazione. Poi con Delli Carri, positiva la sua stagione finora, al netto di qualche imprecisione in quest’ultimo periodo. C’è stato anche l’intermezzo di Carboni centrale dando più spazio a Lucchesi (che non ha demeritato, ci mette molta energia), ma con il ritorno di Ravanelli lo spot è di nuovo occupato. Alla fine anche il tentativo di Birindelli braccetto.
Una soluzione tattica interessante, che praticamente sposta l’asse dello schieramento verso un 3-5-2 che somiglia molto ad un 4-3-3. Potrebbe essere questa l’evoluzione finale del nuovo Monza nella fase decisiva del campionato. Con il centrocampo a tre composto da Pessina, Obiang ed Hernani fulcro di tutto e magari Colpani largo sulla destra, con qualche compito in più di copertura. Davanti la coppia Cutrone–Petagna potrebbe essere quella con più peso offensivo.