Nelle tasche dei brianzoli: compro e rateizzo, si paga a pezzi anche il presente

Anche Monza e Brianza non è immune al credito al consumo: in dieci anni, i prestiti alle “famiglie consumatrici” sono praticamente raddoppiati.
Acquisti rate
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Boom del credito al consumo. E non è una novità. Una volta le rate erano scelte quasi esclusivamente per comprare l’auto nuova o il frigorifero. Oggi praticamente quasi per qualsiasi cosa. Anche Monza e in Brianza non è immune al fenomeno tanto che, in dieci anni, i prestiti alle “famiglie consumatrici” sono praticamente raddoppiati passando da circa 1,3 miliardi a 2,8 miliardi di euro.

Nelle tasche dei brianzoli: l’indagine tra crediti attivi, prestiti e mutui

Secondo una indagine di “Mister Credito” in provincia, al primo semestre del 2025, il 65,7% della popolazione brianzola aveva crediti attivi con una rata media mensile procapite di 324 euro per un indebitamento medio di 44.911 euro. In questa torta il credito al consumo – “prestito finalizzato” – rappresenta il 45,5% del totale. Il 31,2% è invece rappresentato dai mutui. Il restante 23,3% da prestiti personali. Numeri in linea con la situazione milanese . Il dato regionale è invece leggermente inferiore, con crediti attivi per il 60,2% della popolazione e rata media mensile di 317 euro.
Lo studio è stato realizzato partendo dall’analisi dei dati disponibili in EURISC – il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF, da CRIF, società globale specializzata in informazioni creditizie e commerciali, soluzioni per il credito e servizi di outsourcing, che raccoglie i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie. Mister Credit è una linea di servizi per i privati e le piccole medie imprese realizzata dalla stessa Crif.

Nelle tasche dei brianzoli: i mutui

Banca d’Italia consente invece di fotografare nel dettaglio l’accensione di mutui per l’acquisto di abitazioni in provincia di Monza e Brianza.
Nel corso del decennio 2015-2025 l’ammontare complessivo per mutui “a tasso agevolato e non” erogati a “famiglie consumatrici residenti” è passato da 149 a quasi 238 miliardi.
Un trend in questo caso non lineare. A pesare in particolare il rialzo dei tassi. La cifra massima è stata toccata nel 2022 con oltre 270 miliardi per poi precipitare l’anno successivo, il 2023, a 190 miliardi. Nel 2024 e poi l’anno scorso, con la stabilizzazione dei tassi, la situazione si è ripresa.

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