Forte riduzione delle ore di cassa integrazione guadagni (Cig), nel terzo trimestre 2025, in provincia di Monza Brianza. Da un report del Dipartimento Politiche del lavoro della Cisl Lombardia su dati Inps le ore rispetto al secondo semestre sono scese da 1.574.432 a 1.038.202 (–34%). Più contenuto il confronto con il 3° trimestre 2024 (1.110.246 ore; –6,5%). Anche la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria segue una dinamica simile con una riduzione ore tra il terzo e secondo semestre del 2025 del 27,5% (785.200 ore, rispetto a 1.083.684). Leggero aumento invece rispetto alle 728.350 ore del 3° trimestre 2024 ( +7,8%). La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria ha visto una netta riduzione: dalle 490.748 ore registrate nel secondo trimestre a 253.002 nel terzo trimestre 2025 (–48,4%). Calo del 33,7% rispetto al terzo trimestre 2024 (381.896 ore) “suggerendo una progressiva riduzione delle situazioni di crisi più strutturali e complesse”.
Cassa integrazione in Brianza: la fotografia, i casi di Edim, Candy e Peg
Parlando di Cig, il settore metalmeccanico “si conferma il più interessato dal fenomeno”: nel terzo trimestre 2025 le ore di Cassa sono aumentate del 15% rispetto al trimestre precedente (passa dal 60% al 75%). “Le richieste di cassa integrazione diventano spesso un tentativo in extremis per traghettare le aziende in sofferenza verso acquirenti o investitori che ne rilancino la produzione”. È il caso di Edim, “la fonderia villasantese del gruppo Bosch, che da mesi è sul mercato in cerca di un compratore. Lo scorso 8 gennaio è stata firmata la proroga della CISGS fino a maggio”.
Poi c’è la Candy di Brugherio: «Una nuova proroga di 6 mesi di cassa integrazione sosterrà le lavoratrici e i lavoratori in questa ultima fase del piano di trasformazione della struttura produttiva ad hub logistico».
«Più preoccupante – secondo la Cisl – la situazione Peg Perego: a marzo terminerà le ultime ore di cassa integrazione disponibile senza che nel frattempo si sia concretizzata alcuna alternativa che garantisca un futuro all’azienda».
Cresce il ricorso alla cassa integrazione anche nel tessile (dal 9% all’11%) e nella chimica/gomma plastica (dal 2% al 6%), mentre edilizia e carta/stampa/editoria “registrano variazioni contenute”. Resta stabile anche il settore alimentare (2%): “Si osserva invece l’assenza tra i settori più interessati dalla cassa integrazione nel terzo trimestre 2025 del commercio (era il 17% nel 2° trim 2025) e del trasporto/comunicazioni (era al 5%)”.
Cassa integrazione in Brianza: le previsioni occupazionali
Per quanto riguarda invece le previsioni occupazionali nei prossimi 3 mesi “non suggeriscono un cambio di passo: gli ingressi previsti nel mondo del lavoro sul territorio di Monza Brianza saranno 290 in meno rispetto a gennaio 2025 e 500 in meno se consideriamo l’intero trimestre attuale rapportato a quello di un anno fa”. E poi: “solo nel 33% dei casi le entrate previste saranno a tempo indeterminato o di apprendistato”. E poi resta il “disallineamento tra domanda e offerta” di lavoro “visto che in 48 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati”.
«Leggendo il dato della produzione metalmeccanica del 2025 – commenta Mirco Scaccabarozzi, segretario generale CISL Monza Brianza Lecco – decisamente in calo, al pari, in diversi casi, del portafoglio ordini e dell’export, alla luce anche del dato CIG, la Cisl è fortemente preoccupata. Occorre investire in nuove tecnologie, pur consapevoli dell’enorme difficoltà in tanti casi dell’accesso al credito bancario. Alla politica chiediamo un rilancio degli investimenti in formazione, con il potenziamento dei percorsi Ste(a)m».