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Comitati e associazioni: “Monza, no ad altri 750mila metri cubi di cemento”

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Comitati e associazioni: “Monza, no ad altri 750mila metri cubi di cemento”
  • Lunedì 03 Novembre 2014
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Comitati e associazioni: “Monza, no ad altri 750mila metri cubi di cemento”

Il portavoce Majoli chiede al sindaco Scanagatti di bloccare le nuove edificazioni fino all’adozione del pgt

Nei prossimi anni Monza subirà una colata di cemento di 750mila metri cubi, di cui la metà a destinazione residenziale. Fermiamo tutto. E’ la richiesta lanciata dal coordinamento associazioni e comitati cittadini di Monza, pesante accusa alla giunta di centrosinistra del sindaco Roberto Scanagatti che in campagna elettorale aveva dichiarato guerra al consumo di suolo.

«L’amministrazione comunale- spiega Giorgio Majoli, portavoce del coordinamento che conta 11 gruppi tra associazioni e comitati- continua ad avviare, adottare e approvare una serie di piani attuativi che permettono di edificare su aree dismesse e su aree libere. Sono nove, ai quali vanno aggiunti quattro programmi d’intervento, oltre a sei piani di lottizzazione e uno particolareggiato approvati dalla precedente giusta del leghista Marco Mariani».


(Foto by Monza, città troppo cementificata. L’accusa non arriva dalle opposizioni in consiglio comunale ma dal coordinamento dei comitati e delle associazioni cittadine, una sorta di fuoco amico nei confronti del sindaco Roberto Scanagatti e della sua giunta.)

Majoli fa notare che oggi Monza vive una situazione immobiliare già satura e in crisi di sovraproduzione a fronte di circa 4mila appartamenti sfitti o invenduti con la popolazione ferma a 120mila abitanti da oltre 30 anni. Per questo il coordinamento chiede a Scanagatti di rendere noti i contenuti grafici e normativi, le modalità e le tempistiche dell’iter, oggi nebuloso, del nuovo piano di governo del territorio, il pgt, che doveva essere presentato in giunta lo scorso luglio e slittato al prossimo gennaio.

Non solo, e questa è la richiesta più clamorosa, invita l’amministrazione comunale a sospendere ogni edificazione fino all’adozione del nuovo pgt che dovrebbe contenere, sono le parole di Majoli, oltre all’obbiettivo consumo di suolo zero, anche il contenimento edificatorio, il riuso dell’esistente e la creazione di nuove connessioni verdi in città.


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