Monza, da “Rush” a “Grand prix”

Il gran premio di F1 è da Oscar

Monza, da “Rush” a “Grand prix”  Il gran premio di F1 è da Oscar

Il 19 settembre nei cinema il film “Rush”, che racconta la sfida tra Niki Lauda e James Hunt, nel 1976, passando anche dal gran premio di Monza. Ma non è la prima volta che la formula uno e Monza si incontrano: nel 1966 c’è stato “Grand prix”. Ed è stato Oscar.

Sono giusto tre anni. Il 1975. Il 1977. Quelli che Niki Lauda ha trasformato in successi in formula uno, il campionato del mondo in tasca, la Ferrari tra le mani, il mito del “computer” austriaco (così lo chiamavano) che si dimostrava realtà. In mezzo c’è il 1976, l’anno terribile, l’incidente di Norburgring che gli sfigura il volto, il mondiale sfiorato nonostante tutto ma vinto da James Hunt su McLaren.In mezzo, il ritorno di Lauda a quarantadue giorni dall’incidente sulla pista di Monza, la faccia e le ferite che ancora gli sanguinano. Altro mito, altra leggenda.

Quel mito oggi è un film, “Rush”

(qui il trailer), che il pluripremiato ed ex “Happy days” Ron Howard ha diretto per creare un blockbuster che parla di eroi, formula uno, coraggio e pazzia. Come aveva fatto quasi cinquant’anni fa John Frankenheimer dirigendo il primo film che raccontava il mondo della formula uno e una delle sue capitali, Monza, nel film da Oscar “Grand prix”.

Due punti e a capo. Domani. Domani, o meglio il 19 settembre, undici giorni dopo il gran premio d’Italia, esce nelle sale il film hollywoodiano “Rush”, la storia dell’amicizia e della rivalità tra il pilota inglese James Hunt e Niky Lauda, l’austriaco: the shunt il primo, lo schianto, per gli incidenti frequenti, il risultato della sfrontatezza dentro e fuori pista, quell’amore per le donne, il fumo e il bere. Alto, biondo e bello. L’altro Lauda, austriaco e calcolatore, bello forse no, affascinante di certo, soprattutto dentro il metro cubo della sua monoposto che portava per primo davanti alla bandiera a scacchi. L’anno è il 1976, quello in cui l’incidente che gli ha devastato il volto in Germania quando era alla guida del campionato del mondo non gli impedito di tornare a guidare un mese e mezzo dopo, a Monza, arrivando ben davanti ad Hunt, il rivale, ritirato dalla corsa. Sarà comunque Hunt a vincere il campionato quando tre gare dopo al Monte Fuji il primo sarà costretto a ritirarsi e il secondo, senza vincere la corsa, si aggiudicherà il mondiale. Un blockbuster annunciato, interpretato da Chris Hemsworth e Daniel Brühl e diretto dall’ex Richie Cunningham di Happy Days, regista che ha diretto Cocoon, Splash, A beautiful mind e Il codice Da Vinci.

Ma non è il solo film che parla del mito Monza, il circuito forse più celebrato al mondo insieme a Montecarlo.

Quasi cinquant’anni fa, e sempre da Hollywood, era partito John Frankenheimer per dirigere “Grand prix”,

premio Oscar per il montaggio e per l’audio, che nel 1966 raccontava l

a sfida in formula uno tra Pete Aron (James Garner) e Jean-Pierre Sarti (Yves Montand) passando di circuito in circuito e chiudendo a Monza

, dove il francese muore in uno spaventoso incidente sulle sopraelevate. Riprese avveniristiche, fatte con quelle che oggi si chiamano camera car, e successo al botteghino che consegnarono, grazie alle riprese dal vivo, Monza alla notte del più celebre premio cinematografico al mondo.


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