Monza, auguri Tino Brambilla

Campioni ed emozioni alla festa

Monza, auguri Tino Brambilla  Campioni ed emozioni alla festa

Profumo di benzina e lacrime, di commozione al Binario 7 di Monza. Di candele bruciate, che non sono quelle del motore. Ma quelle della torta degli ottant’anni di Tino Brambilla, festeggiato giovedì sera.

C’è Bruno Giacomelli e Giacomo Agostini. C’è John Gentry e Andrea De Adamich. Il messaggio di John Surtees e quello di Frank Williams. E poi i Consonni, Peo e Walter, Roberto Brambilla, Ercole Colombo, Giancarlo Bruno e Guido Meda. C’è profumo di benzina e lacrime, di commozione. Di candele bruciate, che non sono quelle del motore. Ma della torta degli ottant’anni.

Lui, il Tino, ha le spalle appoggiate a un sedile d’auto da corsa, che gli fa da sedia. C’è un Binario 7 colmo, straboccante come quelle pinte di birra del “bar di stupid”. Dove gli studenti “dell’università della Birona”, i suoi meccanici cresciuti a olio di gomito e gomme bruciate, rivivevano le gesta del sciur Ernesto.

Fiumi di aneddoti, di scimmie nei box, nella serata di giovedì. Per rendere omaggio al campione delle due e quattro ruote. Cavaliere con la Mv Agusta nei rodei di tutto il mondo. Quelli che gli hanno consegnato i titoli italiani e internazionali, prima dell’approdo alle quattro ruote. Formula 3, Formula 2. Temporada Argentina, con le immagini di Juan Manuel Fangio. Il Tino guarda, ascolta. Si commuove. Incassa gli applausi e dice due parole, veloci. Come era lui, anche sui pattini a rotelle, precisa. Un monzese vero, dicono in tanti. Monza, dice semplicemente qualcuno.

«È stato il primo a portare alla vittoria la Dino Formula 2 e non lo dimentico». Parola di Enzo Ferrari. Basta questo.


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