Una mappa per il potenziale archeologico di Monza e Brianza
La presentazione del progetto di BrianzAcque e Soprintendenza

Una mappa per il potenziale archeologico di Monza e Brianza

Accordo tra BrianzAcque e Sopritendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per realizzare la “Carta del potenziale archeologico” su tutto il territorio di Monza e Brianza.

BrianzAcque e la Soprintendenza mappano la storia nascosta della Brianza. O almeno quella possibile. Si chiama “Carta del potenziale archeologico” ed è un nuovo strumento che permetterà sia agli archeologi sia ai tecnici della rete idrica di pianificare il rispettivo lavoro: per i primi individuare le aree in cui è maggiormente possibile trovare reperti, ai secondi di evitare di programmare interventi dove il rischio di rinvenimenti è alto e di conseguenza anche i ritardi nelle opere.

In base alla convenzione, la copertura finanziaria per la messa a punto del documento sarà a carico di BrianzAcque. Il punto di partenza è la carta dei rinvenimenti archeologici elaborata dalla Soprintendenza, che “comprenderà vari livelli di indagine del territorio per l’identificazione di aree potenzialmente caratterizzate dalla conservazione di depositi archeologici, ovvero delle tracce stratificate del passato - scrive la società di San Rocco - . L’analisi prenderà in considerazione i perimetri dei nuclei di antica formazione, la presenza di edifici storici, le informazioni derivanti dalle cartografie e dalle fonti storiche, dalle fotointerpretazioni e dall’esame della toponomastica, i risultati di analisi geologiche e geomorfologiche nonché quanto ricavabile dai surveys (i sondaggi archeologici fatti, per esempio, con georadar, ndr)”.

Alcuni ritrovamenti fatti a Monza e Brianza

Alcuni ritrovamenti fatti a Monza e Brianza

L’insieme di dati permetterà di rappresentare sul territorio quali sono le aree potenzialmente interessanti per gli studi storici e si aggiungerà alla Carta Archeologica informatizzata della Provincia Mb realizzata dalla Soprintendenza tra il 2010 e il 2014 “attraverso lo spoglio della documentazione d’archivio e della bibliografia archeologica disponibile”: era stato l’esordio di studi e ricerche sulle caratteristiche del popolamento antico dell’area brianzola. “Non mancheranno i rilievi aerei con drone, tecnologia ormai consolidata nella prassi gestionale della monoutility dell’acqua brianzola”.

La mappa, prima in Italia su un’area così vasta, riguarderà i 405,4 chilometri quadrati di superficie dei 55 Comuni della Brianza. «La Provincia di Monza e Brianza è, nel nostro paese, la seconda come densità di popolazione e ha visto e vede ancora complessi progetti di trasformazione infrastrutturale del territorio, che interessa naturalmente le reti di servizi, tra cui quelle idriche - ha osservato il Soprintendente Luca Rinaldi - . Ma la Brianza è anche terra con un patrimonio culturale ricco, testimone della successione di più civiltà, le cui tracce e reperti sono indagate grazie soprattutto alla ricerca archeologica». Esistono già norme che vincolano l’edificazione ad analisi preventive perché i ritrovamenti impongono poi decisi rallentamenti per la necessità di studio. «Questo strumento sarà di estrema utilità per tutti gli operatori, non solo pubblici, e per la stessa comunità scientifica, in vista della piena sostenibilità delle azioni di governo e valorizzazione del territorio.»

Per il presidenti di BrianzAcque Enrico Boerci «la carta è uno studio ad ampio spettro per una pianificazione degli interventi, molti dei quali destinati a migliorare il servizio e a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, che ci consentirà di ridurre costi e tempi, evitando interferenze di carattere archeologico. Noi, società pubblica, abbiamo una concezione dell’ambiente a tutto tondo che, alla natura, assomma il paesaggio con tutti i suoi beni. Come salvaguardiamo la risorsa idrica, preziosa e limitata, parimenti ci impegniamo a tutelare l’eredità archeologica». «La presenza della Provincia vuole sottolineare proprio il grande valore di un progetto che mi auguro possa diventare una case history da presentare anche nelle altre province -ha aggiunto il presidente della Provinca, Roberto Invernizzi -. E in un territorio, come il nostro, che purtroppo si conquista ancora la maglia nera nelle classifiche sul consumo del suolo, credo che il lavoro promosso da Brianzacque insieme alla Soprintendenza sia un segnale positivo di un cambiamento culturale che è necessario. Dobbiamo imparare ad utilizzare in maniera consapevole il territorio per garantire quel delicato equilibrio tra il necessario sviluppo urbanistico e la salvaguardia intelligente del patrimonio».

Il lavoro durerà un paio di anni, secondo le previsioni: BrianzAcque e Soprintendenza nei prossimi mesi prepareranno le procedure per affidare il servizio.


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