Raccontare l’arte di Giorgio de Chirico: “Sole sul cavalletto”

Raccontare l’arte di Giorgio de Chirico: “Sole sul cavalletto”

Quarto capitolo delle opere della mostra “Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso” raccontate da Simona Bartolena: ecco che cos’è “Sole sul cavalletto”, una tela del 1973 presente al Serrone della Villa reale di Monza.

Tra le opere in mostra, ce n’è una con una storia molto particolare: Sole sul cavalletto. Il quadro è stato, infatti, realizzato davanti alle telecamere della Rai, nel 1973, in occasione di un’intervista con Gabriele Simongini. Dall’incontro nasce uno straordinario scambio di battute tra il giornalista e il laconico ma pungente e ironico de Chirico, impegnato nella realizzazione di questo significativo lavoro. Per questo motivo il quadro riporta anche il mese di realizzazione (un 7 a indicare il mese di luglio), mentre nella consuetudine l’artista inserisce accanto alla firma solo l’indicazione dell’anno.

La tela fa parte della serie “Soli spenti”, un tema sviluppato da de Chirico per la prima volta nel 1930, mentre stava elaborando le illustrazioni per i Calligrammi di Guillaume Apollinaire, suo vecchio amico e primo sostenitore. Durante il periodo neometafisico, il Maestro riprende il soggetto, sviluppandolo in termini di composizione, colore, tecnica e stile.

“Sole sul cavalletto” del 1973

“Sole sul cavalletto” del 1973

Su un palcoscenico di teatro con i tendoni del sipario aperti poggiano una poltrona, una luna e un sole appeso a un cavalletto. Lo sfondo si apre su un paesaggio collinare con alcuni edifici classici. In cielo si stagliano un sole e una luna di colore nero, in netto contrasto con i loro omologhi in primo piano che sembrano invece brillare di luce propria. I due soli e le due lune sono collegati tra di loro con un filo.

GUARDA la gallery con le altre opere in mostra

La presenza di elementi opposti in dialogo sembra essere una trasposizione pittorica di un concetto espresso da Nietzsche, uno dei filosofi di riferimento del pittore. Nei suoi scritti Nietzsche insiste sulla dicotomia tra la componente apollinea e quella dionisiaca. Apollinea è la realtà ordinata, razionale; Dionisiaca è invece quella caotica, irrazionale. La costante lotta tra i due opposti è alla base dell’esistenza umana e genera quella che il filosofo chiama la “tragedia come forma d’arte”. De Chirico sembra voler rappresentare il dualismo degli opposti indagato da Nietzsche mediante la raffigurazione dell’astro “acceso” collegato a quello “spento”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA