Libri, Sagoma editore celebra Cochi e Renato e con Oreglio l’arte ribelle del cabaret
cochi e renato cochi e renato (Foto by Modesto Panizza)

Libri, Sagoma editore celebra Cochi e Renato e con Oreglio l’arte ribelle del cabaret

Due libri per Sagoma Editore di Vimercate. Una biografia intelligente celebra Cochi e Renato; Flavio Oreglio ripercorre la storia del cabaret da Parigi a Milano.

Taaaaac, la gallina che non è un animale intelligente, e ancora “A me mi piace il mare” e le parti con Jannacci e Fo. Difficile non avere in mente almeno un tormentone di una delle più famose firme della comicità alla milanese: Cochi e Renato.

Il libro di Sagoma Editore su Cochi e Renato

Il libro di Sagoma Editore su Cochi e Renato

A loro dedica ora un’imponente biografia la coppia Andrea Ciaffaroni e Sandro Patè, che con Sagoma editore avevano già pubblicato “See You Later, una vita da cumenda” (la vita di Guido Nicheli) e “In Arte Peter Sellers”.
Con la casa vimercatese arrivano ora in libreria con “Cochi e Renato. La biografia intelligente” (400 pagine con fotografie, 22 euro) sviluppato grazie a interviste a centinaia di persone e ricerche d’archivio (incluso il neonato Archivio Storico del Cabaret): “Dalle loro prime uscite serali in compagnia di artisti come Piero Manzoni e Lucio Fontana, per poi ascoltarne le canzoni in osteria, seguirne il debutto nei cabaret e arrivare finalmente in televisione e poi al cinema” (dove si sarebbero presto divisi).

Il libro di Flavio Oreglio

Il libro di Flavio Oreglio

Un quarto di secolo dopo, ma è storia recentissima, la coppia è tornata tale “all’insegna di una comicità che con le galline, dei cani molto magri, il mare a Milano e tante belle gioie non riesce mai a passare di moda” assicura Sagoma che poche settimane prima aveva già aggiunto un capitolo, fondamentale, alla storia della comicità italiana: “L’arte ribelle. Storia del cabaret da Parigi a Milano” (256 pagine, 20 euro) con cui Flavio Oreglio (proprio lui, uno dei più sottili cabarettisti del panorama italiano) parte dalle radici dello Chat Noir sulla collina di Montparnasse per atterrare al Derby e allo Zelig, l’ultimo tempio dell’arte delle staffilate anarchiche: i luoghi in cui il re è sempre nudo.

Oreglio, che già sette anni fa aveva firmato per Giunti con Giangilberto Monti “La vera storia del cabaret: dall’uomo delle taverne alla bit generation”, allarga il respiro e decide di raccontare volti e fatti di un fenomeno “che attraversa la cultura dalla fine dell’Ottocento a oggi ed è fatta di parole, poesia, musica, pittura e canzoni. Una storia di personaggi deflagranti e intento artistico alto – da Toulouse-Lautrec a Cochi e Renato, da Giorgio Gaber a Filippo Tommaso Marinetti, da Manet a Dario Fo (che in copertina compare nei panni del celebre cabarettista parigino Aristide Bruant, raffigurato all’epoca da Toulouse Lautrec, ndr), passando per Enzo Jannacci, Paul Gauguin e molti altri – che ha prodotto capolavori artistici assoluti, sperimentando nuovi linguaggi alimentati da un sano ribellismo delle idee”.

Un volume che ha fatto dire a Enrico Intra che è un “libro-documento che dovrebbe far arrossire chi ha raccontato altro sulla nascita e l’affermarsi di questa forma di spettacolo”.

Una storia che “in Italia non è mai stata raccontata e che dimostra che questo genere non ha niente a che vedere con i comici - ricorda Oreglio - anche se nel cabaret si ride, e che non è solo un luogo e una forma di spettacolo: il cabaret, infatti, è una delle più evolute manifestazioni di quella che potremmo definire “arte ribelle”, frutto di un’indole libertaria e figlia irriverente del libero pensiero, da sempre ribollente nell’underground della storia dell’umanità”.


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