L’arte “made in Monza” sui manifesti  per un museo a cielo aperto in attesa della riapertura dei luoghi della cultura
ritorno dalla filanda musei civici monza eugenio spreafico

L’arte “made in Monza” sui manifesti per un museo a cielo aperto in attesa della riapertura dei luoghi della cultura

Duecento manifesti raffiguranti opere custodite ai Musei civici di Monza sui manifesti per annunciare la riapertura dei luoghi della cultura: “Adesso guardami. Poi ti aspetto al museo”.

Suscitare curiosità e catturare l’attenzione per l’arte made in Monza. Per annunciare la riapertura dei luoghi della cultura - a partire dal 26 aprile se la Lombardia entrerà in zona gialla - l’amministrazione monzese ha lanciato lo slogan “Adesso guardami. Poi ti aspetto al museo”.

La campagna di comunicazione si concretizzerà attraverso duecento manifesti dalle dimensioni di 70x100 che da settimana prossima invaderanno le strade e le piazze della città.

I cartelloni ritraggono otto quadri della collezione permanente dei Musei Civici scelti dal curatore Dario Porta e particolarmente legati al territorio e alla città. Si tratta di opere realizzate tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento che raccontano la storia di Monza e di come la città è cambiata nel tempo.

Presto sarà possibile ammirare en plein air: «Dal lavoro. Il ritorno dalla filanda» (1890-1895) e «La guardiana delle oche» (1898-1900) di Eugenio Spreafico; «Libellule» (1890) di Carlo Fossati; «Il mercato di San Giovanni» (1910) di Guido Caprotti; «Signora in grigio» (1922) di Giuseppe Amisani; «Ingresso al Parco di Monza» (1937) di Umberto Lilloni; «Veduta dell’abside del Duomo di Monza» (1839) di Pompeo Calvi; «Veduta della Contrada Nuova in Monza» (1850) di Angelo Inganni.

«L’obiettivo di questa iniziativa – ha spiegato l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo – è catturare l’attenzione e l’interesse per il patrimonio artistico monzese di chi, in macchina, in bicicletta o a piedi, attraversa le strade e le piazze della nostra città. Questi manifesti li abbiamo pensati come degli “hub” della connessione tra arte e cittadini. Un rapporto che fa bene agli occhi e, soprattutto, all’anima. In questo modo i luoghi in cui ogni giorno le persone si incontrano diventano un museo a cielo aperto, in attesa di poter rientrare nei nostri Musei Civici e ammirare dal vivo opere straordinarie».

Se sarà attiva la zona gialla fino al 18 maggio si potrà ammirare dal vivo ai Musei Civici la rassegna «Le immagini della fantasia». Dal 28 al 30 maggio tornerà, invece, «Monza in Acquarello», la kermesse dedicata all’acquarello, con mostre workshop e laboratori ospitati in Arengario, ai Musei Civici, alla Galleria Civica e a Villa Mirabello.


© RIPRODUZIONE RISERVATA