Giacomo Manzù in mostra a Vimercate: il Museo Must mette l’accento sull’arte
Vimercate celebra Manzù: Giulia e Mileto in carrozza esposta nella Sala del Feudo del MUST (Foto by Martino Agostoni)

Giacomo Manzù in mostra a Vimercate: il Museo Must mette l’accento sull’arte

Dalle collezioni di mezza Italia si riuniscono a Vimercate le opere di Giacomo Manzù. Fino al 26 febbraio il Museo Must ospita “Manzù. L’accento sull’arte”. In programma anche incontri e laboratori per adulti, bambini e piccolissimi.

Dalle collezioni di mezza Italia si riuniscono a Vimercate le opere di Giacomo Manzù. Dalla galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma al MaGa di Gallarate, dalla collezione di Ubi Banca alla galleria d’arte moderna di Bergamo ai prestiti di molti collezionisti privati, sono arrivate in città trenta sculture e dipinti che racconteranno per i prossimi tre mesi al Must il percorso della lunga carriera dello scultore bergamasco nell’anno del 25esimo anniversario della sua morte.

Un’occasione per Vimercate e per il territorio con “Manzù. L’accento sull’arte”, il titolo scelto per l’esposizione curata da Valentina Raimondo che presenta tanto le inconfondibili figure dei “Cardinali” che hanno reso celebre Manzù quanto le forme femminili, le immagini ispirate dalla sua famiglia, quelle dell’eros oppure della natura. Concludono poi la mostra due filmati, provenienti dagli archivi di RaiTeche.

L’allestimento vimercatese è dunque «un racconto sulla carriera di Manzù – spiega la presentazione della mostra - e sulla sua arte focalizzando l’attenzione su soggetti e nuclei tematici per lui significativi. La mostra propone così un viaggio attraverso l’arte di Manzù, costellata di forti passioni e contrasti». Manzù è noto al grande pubblico grazie alle sculture dei Cardinali, un tema che accompagna la sua carriera fin dal 1934 quando per la prima volta l’artista vede a San Pietro due alti prelati seduti ai lati del papa.

«Il Cardinale seduto è inserito in mostra nella sezione dedicata al rapporto tra Manzù e la Chiesa, accanto al grande bassorilievo con il cardinale Lercaro, il ritratto di Papa Giovanni XXIII, cui Manzù fu legato da profonda amicizia, alla formella con la Civetta, lavoro per la Porta della Basilica di San Pietro».

Poi c’è la sezione dedicata agli “Amori di famiglia” per cui «la moglie e i figli costituiscono per lo scultore alcuni dei modelli per eccellenza. E ancora una volta è la passione, quella familiare, a muovere l’artista». Uno dei temi ricorrenti dello scultore è legato all’armonia e alla grazia del corpo femminile e al Must è stata preparata la “sezione Eros” dove «è esposto un gruppo di sculture e disegni raffiguranti gli amanti, cui si aggiungono le altre sculture con donne in posa, o mentre danzano, o mentre si spogliano». Il rapporto con la natura nell’opera di Manzù è indagato nella “sezione Nature morte” che «presenta alcuni dipinti e una ’Sedia con natura morta’ dove il bronzo, materia tradizionalmente pesante, dialoga con la luce e si alleggerisce».

“Manzù. L’accento sull’arte” resta al Must (ingresso 5 euro per la mostra e il museo, ridotto 3 euro) fino al 26 febbraio e sarà accompagnata da una serie di eventi collaterali per grandi e bambini. Possibilità di visite guidate (tutte le domeniche alle 16.30 con 2 euro in più) ed incontri di approfondimento.

Da domenica 11 dicembre al via i laboratori per bambini da 1 a 3 anni a cura di Un Po(t) d’Art Artebambini Lombardia (e poi ancora l’8 gennaio e il 12 febbraio), il 18 dicembre è in programma il primo di quattro laboratori d’arte per bambini da 4 a 10 anni.
Per gli adulti sono previsti tre laboratori con apertiivo venerdì 16 dicembre, il 13 gennaio e il 3 febbraio. A cura di Rossana Maggi.

Il 14 gennaio con Valentina Raimondo e il 4 febbraio con Antonio Scanzi due conferenze dedicate a Manzù. Informazioni e prenotazioni: MuseoMust.it o 039 6659488.


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