Addio a Carla Fracci, anche Seregno apre il libro dei ricordi
Eva Musci, Carla Fracci e Paolo Maria Noseda al cinema Roma nel giugno 2014 per la presentazione del libro Passo dopo passo (Foto by Paolo Volonterio)

Addio a Carla Fracci, anche Seregno apre il libro dei ricordi

L’étoile Carla Fracci ha frequentato spesso Seregno, nelle occasioni ufficiali degli eventi a cui ha presenziato e grazie alle amicizie instaurate. I ricordi di chi l’ha conosciuta bene.

La scomparsa dell’étoile Carla Fracci, 84 anni, simbolo della danza italiana e mondiale, a Seregno ha aperto un libro di ricordi. Quattro le sue presenze ufficiali, ma ancor di più quelle ufficiose con le persone con cui aveva stretto una affettuosa amicizia. Si deve ad Antonio Zappa ed Eva Musci, di “Mondo di libri” e ideatori del festival storico-letterario “Voci della Storia”, la prima presenza in città di Carla Fracci.

LEGGI Addio a Carla Fracci, la Regina della danza: fu prima madrina del concorso delle rose di Monza

Era il giugno 2014, quando al cinema Roma, accompagnata da Paolo Maria Noseda aveva presentato il suo libro “ Passo dopo passo”. Successivamente nel maggio 2016 in sala Gandini, quindi nel 2017 e l’11 novembre 2018 al teatro Santa Valeria era presente nella ricorrenza dei 25 anni di attività della libreria “Un mondo di libri”.

“Nella mia vita lavorativa ho conosciuto tante personalità - ha esordito Antonio Zappa - giganti della cultura, dell’arte, personaggi di spicco in settori diversi della società, ma solo con pochi di loro si è instaurato un rapporto di amicizia profonda. La “stella” Fracci si è spenta e in un momento così triste il pensiero va alle piacevoli cene, gustando cibi buoni. Riaccompagnarla a casa a tarda notte, con lei che riposava teneramente in auto nel lungo viaggio. I pomeriggi trascorsi nella sua abitazione per autografare i tantissimi libri da consegnare alle piccole ballerine in erba. La degustazione della torta con in cima una ballerina che aveva tanto apprezzato. Le piacevano molto le pashmine di seta che le abbiamo omaggiato e indossava sempre. Questi e tanti altri ricordi resteranno impressi nel mio cuore come la splendida luce dei suoi adorabili occhi”.

Eva Musci: “La Fracci è stata il mio sogno, il mio idolo di bambina, quando desideravo tanto diventare una ballerina, ma mai avrei pensato nella mia vita di conoscerla. La prima volta è stato al cinema Roma. L’emozione è stata fortissima. Lei era una straordinaria professionista che incuteva un po’ di soggezione, però, molto onesta, disponibile con le persone che aveva intorno e che capiva che volevano fare le cose per bene. Con lei ho girato quasi tutta l’Italia a fare le presentazioni del suo libro e andare sul palco al suo fianco era magico, perché era come uno spettacolo. Una magia unica. E da lì è nata un’amicizia straordinaria. Un amore proprio. Tra noi si era creata un’amicizia vera, sincera. Ci sentivamo e vedevamo spesso. Quando andavamo in macchina assieme amava la velocità e diceva ad Antonio “pigia pigia”. Credo che in pochi possano dire di essere stati sul suo letto a chiacchierare con lei di tante cose. Gli scambi di auguri nei momenti importanti dell’anno erano continui tra noi”.

Paolo Maria Noseda il famoso traduttore televisivo che le è sempre stato accanto nei suoi viaggi: “Era una persona straordinaria, ironica, divertente. A 80 anni adorava ancora gli scherzi, ridere, sapeva rendere le situazioni difficili, più vivibili. Aveva un carisma eccezionale. Era molto legata alle sue origini, tanto che già famosa quando si è sposata ha voluto celebrare le nozze nella chiesa parrocchiale della sua città natale un piccolo borgo del cremonese (a Volongo, dove era sfollata a causa della guerra). Era molto attaccata alle sue origini. Una ballerina così esile adorava mangiare, prediligeva salame e vino rosso. Quando lavoravamo insieme al teatro alla Scala, al termine delle prove, e se sapeva che suo papà era sul tram numero 1 restava in compagnia del papà per due fermate e poi scendeva alla fermata di via della Spiga dove risiedeva. Le piaceva stare in compagnia delle persone gentili. Diceva spesso: una ballerina deve avere una pelle diafana e quando eravamo al mare a Taormina si copriva coi veli mentre faceva il bagno in mare ”.

Carla Fracci era spesso ospite di villa Odescalchi-Silva a Seregno. “Una persona molto affettuosa di dimensione umana - ha ricordato Laura Scalera Silva - era dolce d’ animo e si legava con le persone gentili. Le piaceva stare a tavola con i miei famigliari e aveva legato molto con mio marito in quanto entrambi amanti del buon vino. A mia figlia Allegra, visto il suo fisico asciutto ed esile, proponeva sempre di intraprendere danza classica. L’ultima volta l’ho sentita a Pasqua e ci sentivamo al telefono dopo ogni sua apparizione in tv”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA