Gran Premio del Portogallo. I commenti da Bar... Motorsport
F1 Lewis Hamilton Mercedes - Grafica F1 ufficiale

Gran Premio del Portogallo. I commenti da Bar... Motorsport

Ospiti di Marcello Puglisi: David Fumanelli, Salvo Sardina e Alberto Massara.

Dai saliscendi di Imola alla tappa di Portimao, in attesa dell’imminente Gp di Spagna, prosegue il consueto appuntamento con il nostro Bar per commentare quelli che sono stati gli eventi dell’ultimo weekend di F1.

Dalla pista molto tecnica del Santerno con la variabile meteo siamo passati a un clima costantemente sereno che ha dato modo di vedere meglio quelli che sono i reali valori in campo.

Alla fine ancora una volta è stato Lewis Hamilton a spuntare la vittoria riuscendo a beffare Max Verstappen e il compagno di squadra Valtteri Bottas che aveva ottenuto la pole position.

La differenza punti quindi tra i due leader della classifica è di otto punti in favore del pilota Mercedes su quello della Red Bull.

Questa volta avremo un ospite nuovo tra gli opinionisti della nostra colazione oltre ai volti già visti nelle precedenti “edizioni”: David Fumanelli darà il suo punto di vista come pilota, Alberto Massara, new entry tra le nostre pagine, grazie alla sua esperienza come ingegnere di pista nel mondo delle vetture GT, ci aiuterà a carpire i particolari tecnici ed infine l’ottimo Salvo Sardina che, ancora una volta, ci svelerà i retroscena in qualità di giornalista esperto del settore.

Ma partiamo subito con le domanre: in questa gara i track limits hanno condizionato il weekend di Verstappen togliendogli il giro veloce e la pole, il problema è l’olandese, sono i regolamenti poco chiari o le piste che ormai hanno solo vie di fuga in asfalto?

Fumanelli: “Il problema dei track limits è sicuramente figlio della conformazione delle piste moderne, ma la gestione della direzione gara è stata inconsistente fin dalla prima corsa: hanno cercato di adattarsi alle singole piste e situazioni. Questo secondo me è sbagliato, la regola deve essere una sola e valere per ogni circuito. Con le tecnologie moderne si potrebbe sicuramente trovare un sistema molto più efficace per penalizzare il pilota.”

Massara: “In una F1 in equilibrio tra sicurezza e spettacolo questo rimarrà sempre un tema molto caldo. Una cosa è certa però, che le regole ci sono e sono uguali per tutti (quando vengono applicate… vedi Bahrain) quindi qui la colpa è solo dell’olandese, che è andato oltre al consentito ed è stato giustamente penalizzato. Con le vie di fuga in asfalto sia lodato il sensore e lasciamo che sia la sua freddezza informatica a parlare. Ci fosse stata l’erba o la ghiaia? Chissà, forse si sarebbe tenuto del margine, forse avrebbe alzato un gran polverone o magari avrebbe perso la macchina perdendo tempo o posizioni... Lasciamo scegliere al pilota e alle leggi della fisica!”

Sardina: “Il fatto che il cordolo in alcune curve sia considerato pista e in altre no - le indicazioni cambiano a seconda delle singole decisioni del direttore di gara, Michael Masi - di certo non aiuta. Il problema di base però sono le piste che, per ragioni varie, ormai hanno quasi esclusivamente asfalto nelle vie di fuga. Chiaramente non è sempre possibile mettere la ghiaia (non apprezzata dagli amatori nei track day, che sono tra le principali fonti di guadagno degli autodromi), ma sono dell’avviso che la F1 abbia i mezzi e per gestire la cosa in maniera molto migliore di così”.

Sembra quindi che queste regole variabili di curva in curva abbiano portato un po’ di confusione, ciò non toglie che, essendo uguali per tutti, Verstappen forse è quello che ha patito di più. Ha sicuramente cercato di andare oltre al limite in un fine settimana in cui la vettura alata pareva essere più indietro rispetto a Mercedes. I valori in campo, però, sono ancora molto ravvicinati. Bottas, autore di una pole position inaspettata, è stato fermato in gara da qualche problema al motore. Perez invece è apparso in crescita e sempre più in confidenza con la Red Bull. Pensate che ci possa essere un inserimento delle due seconde guide per la lotta del mondiale?

Fumanelli: “Non credo che vedremo di più che qualche exploit da parte di Bottas e Perez. Le stesse squadre giocheranno di strategia andando a sacrificare la seconda macchina in funzione della prima. Infatti è quello che è successo a Portimao dove il Messicano è stato scelto come vittima sacrificale per fermare la cavalcata di Hamilton, peccato che però tutto lo sforzo sia stato inutile.”

Massara: “Bottas ancora una volta non ha dimostrato di avere la grinta necessaria per prendersi la gara, figuriamoci il mondiale. Il sorpasso subito da Verstappen credo ne sia la riprova. La gara di Perez invece è stata ’uccisa’ dalla strategia Red Bull che ha provato a lasciarlo fuori per fare da tappo all’inglese in una pista dove si sorpassa praticamente ad ogni curva… Checo sta dimostrando di non aver mai perso il ritmo di quelli davanti e anche durante le qualifiche era sempre dove doveva essere, promosso. Non vedo una lotta a quattro per il mondiale ma visto quello che ci mette di suo Verstappen e quello che manca a Bottas prevedo una battaglia su due fronti: quella per il mondiale tra i piloti di punta, l’altra tra il finlandese ed il messicano per la terza posizione”.

Sardina: “No, la lotta per il titolo resterà una vicenda tra Hamilton e Verstappen. Perez ha bisogno di un po’ di adattamento e sono convinto che potrà fare bene, ma in linea di principio entrambi i top driver mi sembra che ne abbiano molto più dei due compagni di squadra, exploit singoli a parte”

Tutti quindi convinti che le seconde guide, qualche gara a parte, rimarranno sempre un passo indietro rispetto ai primi piloti, aspetto che però in ottica campionato team potrebbe aiutare ad evitare lotte fratricide. Andiamo ora a vedere alcune situazioni di gara: l’errore di Raikkonen al via è stato davvero eclatante e purtroppo a dimetterci è stato il suo compagno di squadra. Kimi, a 42 anni suonati, dimostra comunque di avere ancora talento a discapito della dedizione al lavoro. Quanto ha senso che un pilota così apparentemente svogliato rimanga in F1 quando ci sono parecchi giovani talenti o professionisti come Hulkeberg che potrebbero dare tanto a questo sport?

Fumanelli: “Secondo me Kimi vive l’essere pilota di F1 ormai con lo stesso spirito di chi si alza al mattino per andare a timbrare il cartellino e fare le sue otto ore in azienda: è semplicemente il suo lavoro. Il suo talento spesso gli permette di fare ancora bene, ma spesso cade in disattenzioni come questa. Gli errori che commette sono sintomo ormai di poca determinazione e piacere di essere sulla griglia più prestigiosa al mondo. Nonostante lo ami come pilota e personaggio, credo che sia ora di lasciare il sedile a qualche giovane meritevole.”

Massara: “L’errore è imperdonabile, degno di un rookie in F4, non di un veterano del Circus. Detto questo, malgrado la poca voglia, non sfigura rispetto al compagno di squadra in termini di risultati… Sono convinto che l’Alfa Romeo di questo 2021 meriti due piloti giovani più motivati e più all’altezza rispetto agli attuali. Non ci vedrei male Schumacherino, viste le buone gare che ha fatto fino a qui e la voglia che ci sta mettendo.”

Sardina: “Kimi è Kimi, un po’ come Valentino Rossi in MotoGP, ha tanti tifosi ed è tutt’ora seguitissimo. Chiaro che ci sono piloti più performanti di lui che meriterebbero di stare in F1, ma è anche vero che, finché gli offrono un sedile e lui ha voglia di correre, è giusto che lo faccia. A parte l’errore eclatante di Portimao, le sue prestazioni non sono state così terribili.”

L’amore per il personaggio ci fa perdonare qualche sbavatura, sicuramente si fa notare anche al di fuori dell’auto per atteggiamenti non convenzionali che lo fanno emergere dal politically correct dilagante anche in F1. D’altronde Kimi è stato l’ultimo campione del mondo con Ferrari, non si può non volregli bene. A proposito di Maranello sappiamo che si guarda al futuro in modo speranzoso visto che, già dal 2020, era chiaro che la macchina di quest’anno non avrebbe potuto combattere per il titolo iridato. Analizzando i due giovani di belle speranze del team italiano Sainz è stato molto più veloce di Leclerc in qualifica, poi in gara una strategia non perfetta dello spagnolo lo ha costretto a perdere posizioni. Alla luce della vicinanza di prestazioni dei due, pensate davvero che Leclerc sia il fenomeno che nel futuro possa mettere i bastoni tra le ruote a Verstappen?

Fumanelli: “Una rondine non fa primavera e sicuramente non sarà una qualifica in favore di Sainz a ridimensionare il talento di Charles. Sono sorpreso dallo spagnolo, sicuramente il pilota che dopo il cambio di squadra si è adattato più velocemente alla nuova realtà. Ma Leclerc è per me in quel Valhalla dei fenomeni insieme a Max e Lewis”.

Massara: “Sainz sta dimostrando di essersi ambientato in fretta al metodo di lavoro Ferrari e sta confermando la concretezza che tutti si aspettavano da lui. A Imola ha commesso qualche sbavatura ma è stato bravo a recuperare. Io dico che a parità di macchina entrambi sarebbero in grado di dare del filo da torcere a Verstappen, il monegasco per lo stesso talento, lo spagnolo per la maggiore solidità mentale. Tutti e tre un gradino sotto a Lewis per entrambe le cose.”

Sardina: “Per tutto il weekend Leclerc ha avuto difficoltà con le gomme più morbide, non trovando grande confidenza sul giro secco. Resta comunque un pilota di grandissimo talento e velocità che reputo migliore di Sainz (comunque fin qui molto bravo). Sono convinto che Charles sia di un’altra categoria e che, quando avrà una macchina da titolo, sarà all’altezza della sfida con Hamilton e Verstappen.”

Il talento di Leclerc quindi non si discute, a dare manforte al monegasco sono anche i risultati da talento vero che lo hanno cottraddistinto sia nell’annata inSauber che nelle categorie propedeutiche.

Credo che anche questa volta siano stati sollevati punti importanti per quello che è stato il weekend portoghese di motori. Il nostro appuntamento sarà tra una settimana quando potremo commentare sempre in compagnia del parere degli esperti I risultati del Gp di Barcellona, ma anche, tra un caffè e l’altro, i gossip da paddock.

Certo, non tutti i segreti possono essere svelati!

Marcello Puglisi *

* Classe 1986. Già pilota di Formula 3, Formula 3000, Gp2 e Formula Master. Attualmente commentatore televisivo per Sky Sport


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