Formula 1: la Red Bull si mette le ali. Da sola
Red Bull Racing 2021 - foto da Facebook pagina ufficiale

Formula 1: la Red Bull si mette le ali. Da sola

All’interno della rubrica Bar MotorSport un’analisi della vicenda che ha portato il team austriaco a farsi i motori da sé rilevando la struttura Honda. Con un illustre precedente.

Questa sera al nostro bar la scelta della bevanda è quasi obbligata: bibita energetica che ci dà la giusta carica. Dal titolo e da questa introduzione avrete già capito quale sarà il tema dell’appuntamento del Bar Motorsport di oggi.

Ovviamente il riferimento è alla Red Bull Racing. Il team di Milton Keynes in questi giorni è balzato agli onori delle cronache per un annuncio che ha spiazzato un po’ anche gli addetti ai lavori: per il triennio 2022-2024 produrrà internamente i propri motori.

Ma per capire meglio cosa ha portato a questo bisogna andare indietro di un anno preciso.

L’attuale fornitore di motori di Red Bull infatti, Honda, ha deciso di non proseguire la propria avventura in F1 oltre il 2021. Le cause che hanno portato l’azienda giapponese a questo addio sono molteplici: in primis la pandemia internazionale che ha, ovviamente, portato a una riduzione di vendite e di conseguenza anche una riduzione delle aspettative di guadagno per il gruppo tanto da dover tagliare attività extra.

In seconda battuta la casa di Tokyo si è posta l’obbiettivo di arrivare ad essere un’azienda che vada a dimezzare le proprie emissioni di Co2 entro il 2050. Appare evidente come questa priorità a lungo termine vada a scontrarsi con l’impegno in F1 che vede i motori ibridi impiegati per lungo tempo.

Da questo annuncio la corsa contro il tempo per Chris Horner, team manager Red Bull, è stata frenetica. Sono state paventate molte possibilità di fornitura per la squadra austriaca (con sede in Inghilterra), ma nessuna sembrava essere la strada giusta per svariati motivi.

Un ritorno di Renault dopo un burrascoso addio sarebbe stato difficile, richiedere la fornitura Mercedes avrebbe potuto essere rischioso in quanto si tratta, di fatto, dei primi avversari nel mondiale. Chiedere aiuto a Ferrari non è mai stato nei piani né di Maranello né, tanto meno, della squadra austro-britannica.

Ecco arrivare quindi una proposta da Honda quasi impensabile fino a non molto tempo fa: vendere a Red Bull tutta la parte di produzione del motore F1 con sede in Inghilterra, con la chance di avere in mano tutto il know-how degli ultimi anni del motorista giapponese.

Ed ecco arrivare come una bomba per gli avversari l’annuncio dell’accordo con l’attuale fornitore di propulsori. Un annuncio che fa capire come l’impegno economico dei bibitari in F1 sia destinato ad aumentare nel prossimo futuro, con progetti a lungo termine.

Quali possano essere gli impatti a livello prestazionale è difficile saperlo (anche se un accordo prevede il congelamento delle attuali power unit proprio nel triennio che va dal 2022 al 2025 escluso), il tutto dipenderà da chi saranno i tecnici assunti dal team per rafforzare la neonata parte motoristica.

Si è parlato addirittura di una possibile assunzione di Andy Cowell, ingegnere britannico per anni al lavoro come motorista per la Pu Mercedes.

Certamente il 2021 sarà cruciale per la squadra “alata”: una potenziale vittoria del campionato porterebbe un premio considerevole che potrebbe essere reimpiegato in questo progetto ambizioso.

Concludo ricordando come esista un precedente simile nel 2008: a causa della crisi internazionale e dei risultati scadenti, Honda decise di ritirarsi dalla F1 (evidentemente i costruttori nipponici fanno fatica a mantenere un impegno in maniera continuativa nella massima categoria), pur avendo pronto nel cassetto un progetto potenzialmente vincente per l’anno seguente. Ross Brawn, direttore tecnico, ne era consapevole e rilevò la squadra praticamente a costo zero. Come andò a finire è cosa nota: la Brawn Gp vinse nel 2009 sia il mondiale costruttori che il titolo piloti con Jenson Button.

Marcello Puglisi *

* Classe 1986. Residente a Besana in Brianza (Mb). Già pilota di Formula 3, Formula 3000, Gp2 e Formula Master. Attualmente commentatore televisivo per Sky Sport


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