Formula 1 2021, spunti per l’anno che verrà
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Formula 1 2021, spunti per l’anno che verrà

Il commentatore di Sky Sport Marcello Puglisi inaugura la rubrica Bar MotorSport con un’analisi sulla prossima stagione del circus iridato

Nella prima e uggiosa settimana di febbraio iniziano già ad apparire le notizie sui piloti che svolgono i primi test con le vetture delle stagioni passate. Qualche contratto che deve ancora essere definito e una Formula 1 che deve ancora capire come gestirà questa stagione con la pandemia che ancora imperversa in tutto il mondo.

Marcello Puglisi Sky Sport

Marcello Puglisi Sky Sport

Viste le condizioni di meteo avverse, cosa può esserci di meglio che sedersi da soli al bar (il Bar MotorSport, naturalmente), in compagnia di un bel bicchiere di dolce rum caraibico accompagnato da qualche pezzo di cioccolato fondente, per fare qualche considerazione su un campionato che potrebbe rivelarsi davvero interessante?

Ecco, allora, una sorta di lista della spesa per capire quali potrebbero essere gli ingredienti più incisivi per l’anno che verrà.

Ferrari: l’arrivo di Sainz porta sicuramente una ventata di freschezza che può essere uno sprono in più per il team a lavorare nella giusta direzione. Il pilota spagnolo ha dimostrato di essere molto metodico e totalmente dedicato al raggiungimento dell’obiettivo. In termini di prestazione pura non si può sapere se sarà più veloce di Vettel, ma il teutonico sicuramente aveva bisogno di nuovi stimoli. Il rammarico per un amore che non si è consumato come avrebbe potuto c’è, ma ormai non aveva più senso il protrarsi di questo rapporto. A Maranello si parla di prestazioni più esaltanti per il motore 2021, vedremo se sarà in grado di colmare il grande divario con la concorrenza mostrato dalla power unit nel 2020.

Mercedes: non c’è molto da dire… Sarà sicuramente la squadra da battere… L’unica incognita ad oggi riguarda il contratto di Hamilton che sembrava solo una formalità, invece è emerso un dibattito tra le parti più lungo del dovuto.

Alonso: Il grande ritorno del bi-campione mondiale di Oviedo fa pensare a quanta voglia abbia ancora di dimostrare quanto effettivamente sia ancora veloce (nei test di fine stagione ha già dato un assaggio…). Sui canali digitali è disponibile da qualche tempo una serie Tv a lui dedicata: la cosa che fa capire la caparbietà del personaggio è la meticolosità con cui lo spagnolo si prepara per ogni sua attività. La Alpine ritroverà un campione decisamente in forma (altrimenti non avrebbe nemmeno provato il ritorno in F1), con un background più completo dato dalle sue esperienze tra gare di durata (due volte vincitore di Le Mans), raid (ha completato una Dakar) e gare sugli ovali (ricordiamo la Indy 500 persa per un guasto tecnico nel 2017). Potrebbe essere lui la grande sorpresa del 2021.

Red Bull: il team di Milton Keynes potrebbe davvero essere il vero anti-Mercedes. La Honda a fine stagione saluterà, nuovamente, la F1: avrà la sua ultima chance di dimostrare che con i motori ibridi sono all’altezza. L’innesto di Perez porta in dote sicuramente un pilota di qualità ed esperienza, che, dall’addio di Ricciardo, il team principal Horner e soci facevano fatica a trovare. E infine il crescendo del 2020 dimostra come il lavoro svolto anche da Adrian Newey abbia portato i suoi frutti. Saranno abbastanza tutte queste evoluzioni per portare i tori ad essere davanti alla stella a tre punte?

Davide Brivio: Il re Mida delle moto deve imparare a gestire un ambiente a lui totalmente nuovo. Nel mondo delle due ruote ha davvero dimostrato che in situazioni totalmente differenti (Yamaha prima e Suzuki dopo) si è portato a casa il titolo della classe regina. Il brianzolo sa sicuramente muoversi e conosce bene il mondo delle corse, ma mentre i team di MotoGp hanno un personale limitato, ogni squadra di F1 è una vera propria azienda multinazionale, con dei budget totalmente diversi da allocare nel modo giusto. Per lui il 2021 sarà una stagione di apprendistato ma c’è da stare sicuri che, grazie al metodo di lavoro portato a casa nel corso degli anni, saprà dimostrare il suo valore portando l’Alpine ai vertici.

Mick Schumacher: non si poteva, infine, non citare il figlio del mitico Michael. I riflettori sono puntati su di lui fin dal primo momento in cui ha messo un piede sui kart, tant’è che ha corso le prime stagioni con il cognome della madre. Poi le vittorie in F3 e la passata stagione in F2 hanno fatto si che il giovane figlio d’arte si meritasse un posto in F1. Per lui quest’anno ci sarà il confronto con un compagno di squadra (Nikita Mazepin) con cui ha già battagliato per il titolo tra i cadetti, e quello con il mondo della Formula 1 con tutte le pressioni generate dai media e dai vari eventi connessi alle gare. La parte più difficile sarà scrollarsi di dosso il paragone difficile con l’indimenticato papà, ma ricordiamoci che è solo un rookie e nel suo percorso verso la massima serie ha dimostrato di avere un processo di apprendimento da motore diesel: veloce ed efficiente, sì, ma nel lungo periodo.

Fatte tutte queste considerazioni la speranza è che non si veda più un campionato già deciso a tre gare dal termine e che gli attori coinvolti nella lotta per il titolo possano essere molteplici. Lo spettacolo prima di tutto. Anche del nostro bicchiere di rhum…

Marcello Puglisi *

* Classe 1986. Residente a Besana in Brianza (MB). Già pilota di Formula 3, Formula 3000, Gp2 e Formula Master. Attualmente commentatore televisivo per Sky Sport


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