Venerdì 02 Ottobre 2009

Napolitano sferza i partiti: Ho nostalgia del confronto civile

Matera, 2 ott. (Apcom) - "Nostalgia" di una politica civile. C'è amarezza nelle parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che, nel giorno di una delle ennesime liti in aula alla Camera sul dl che contiene lo scudo fiscale, rievoca i tempi in cui maggioranza e opposizione si rispettavano. Tempi non facili quelli a cui fa riferimento il capo dello Stato parlando durante un incontro con gli amministratori di Matera: gli anni del dopoguerra, dello scandalo, denunciato anche da Palmiro Togliatti, delle popolazioni costrette a vivere nelle grotte dei Sassi, dell'impegno del parlamentare Michele Bianco per approvare una legge di risanamento di quell'area. Eppure, pur con contrasti e "divisioni non solo politiche ma anche ideologiche", i diversi schieramenti politici si ascoltavano. Non come, è l'evidente conseguenza del discorso del presidente nella giornata odierna, come accade oggi. "Quelli erano tempi - spiega Napolitano davanti agli amministratori locali e al senatore a vita Emilio Colombo giunto in Basilicata per accompagnarlo nella sua visita - in cui non si facevano tanti complimenti tra maggioranza e opposizione ma ci si ascoltava, ci si rispettava e c'era civiltà nei rapporti tra schieramenti in Parlamento e tra chi faceva la maggioranze e chi l'opposizione". Napolitano quasi si commuove quando afferma: "Anche se non faccio più politica nutro una certa nostalgia per quei tempi che non è un sentimento indegno perchè non è idoleggiamento del passato". Stamani intanto prima dell'approvazione del decreto correttivo al dl anti-crisi che contiene anche la misura dello scudo fiscale, la seduta della Camera è stata sospesa per le tensioni in aula dopo che il deputato dell'Idv, Francesco Barbato, ha accusato la maggioranza e il premier Berlusconi "di essere mafiosi": il presidente della Camera Gianfranco Fini ha stigmatizzato questi attacchi "oggettivamente gravi" e certo poco adeguati a quel clima di confronto civile che il presidente ha oggi ricordato con nostalgia. Sullo scudo fiscale ora sarà il capo dello Stato a dire l'ultima parola prima del decadenza del decreto, che scade domani. E con ogni probabilità, Napolitano motiverà la sua firma con una nota esplicativa.

Vep/Fva

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