Giovedì 24 Settembre 2009

Onu: Berlusconi sposa linea Obama, con lui per vero cambiamento

New York, 24 set. (Apcom) - Fiducia per contrastare una crisi che "non è insuperabile", lotta alla speculazione e ai paradisi fiscali, impegno comune per fronteggiare l'emergenza climatica, regole certe per mettere ordine nel mercato dei futures. Silvio Berlusconi, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, invita i Paesi a "rimboccarsi le maniche" per affrontare i nodi dell'agenda politica internazionale, partendo dai risultati del G8 dell'Aquila e guardando al G20 che si aprirà domani a Pittsburgh. Il Cavaliere interviene nel primo pomeriggio newyorkese con un discorso pronunciato con oltre due ore di ritardo, dopo che il leader libico Gheddafi aveva pronunciato un intervento-fiume facendo saltare la "scaletta" prevista per l'Assemblea. Il primo pensiero è per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, Berlusconi non si limita a complimenti di circostanza, elogiando convintamente le parole del leader americano: "Ci ha richiamati tutti alle responsabilità per il futuro del mondo e per un vero cambiamento, ha espresso i traguardi, i sentimenti e le speranze che io ho condiviso e intendevo proporvi. Ha parlato con il cuore e l'ha fatto così bene che io rinuncio a questa parte del discorso". Come detto, Berlusconi parla nel ruolo di presidente di turno del G8 e gran parte delle sue parole servono a ricordare ai delegati quanto ottenuto durante il summit abruzzese. E allora, le ricette indicate dal premier sono innanzitutto quelle che serviranno a evitare future crisi economiche globali: "Serve regolamentare in modo stringente il mercato dei futures - è il suo appello - occorre portare avanti una lotta alla speculazione attraverso l'abolizione dei paradisi fiscali". In quest'ottica, il presidente del Consiglio propone "un sistema globale di riserve strategiche di materie prime per neutralizzare sul nascere le tensioni speculative", affidando il ruolo di controllo "ad agenzie specializzate neutrali tra le quali quelle dell'Onu". Sempre al G8, e al prossimo G20, Berlusconi guarda quando auspica il rilancio dei negoziati di Doha e quando propone la ricetta di un "nuovo modello di sviluppo che si basi sul rifiuto del protezionismo e sull'apertura dei mercati", in modo che "i Paesi più poveri possano beneficiare delle opportunità di crescita offerte dal commercio internazionale". Dopo aver rivendicato "i passi avanti" compiuti all'Aquila sul clima, Berlusconi ha chiesto all'Assemblea generale di "riportare l'agricoltura al centro dell'agenda internazionale", indirizzando "gli aiuti" verso quei Paesi che promuovono la democrazia e rispettano i diritti umani". L'unico passaggio del suo intervento pronunciato più che in veste di presidente del G8, nel ruolo di premier italiano è quello dedicato alla riforma del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Berlusconi è chiaro: "Aggiungere nuovi membri permanenti nazionali non farebbe che aumentare il senso di esclusione di tutti quei paesi che contribuiscono attivamente alla pace e alla sicurezza internazionale". Nei giorni scorsi, era stato il titolare della Farnesina, Franco Frattini, a chiedere di istituire un seggio non permanente, ma a rotazione, da affidare ai Paesi membri dell'Ue. L'ultimo passaggio di un intervento durato circa dieci minuti Berlusconi lo riserva alla crisi economica, ribadendo un concetto espresso in più occasioni: "Nessuna crisi è insuperabile, ma bisogna essere positivi e soprattutto uniti. Dobbiamo rimboccarci le maniche tutti insieme perchè soltanto attraverso un'azione comune potremo restaurare la fiducia dei cittadini e superare una crisi che ha nel fattore psicologico e nella paura un elemento determinante. Se sapremo farlo insieme, i nostri sforzi avranno successo. Sono sicuro che ce la faremo".

Cep

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