#Spuntodivista: se lo Stato risponde “presente”
Reparto Covid al San Gerardo di Monza (Foto by Martina Santimone/Areu)

#Spuntodivista: se lo Stato risponde “presente”

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Dottori e infermieri militari negli ospedali di Monza e Desio: lo Stato risponde presente. Ma ora non molli la presa sul prossimo, fondamentale passaggio: la distribuzione del vaccino anti-Covid.

I dieci medici e i dieci infermieri inviati al San Gerardo di Monza e all’ospedale di Desio dal Corpo sanitario dell’Esercito sono una risposta confortante all’appello lanciato nelle scorse settimane dalle autorità monzesi, allarmate dalla enorme pressione causata dal virus sulle strutture sanitarie pubbliche. Va da sé che questi militari, cui dovrebbero aggiungersene altri nei prossimi giorni, non risolveranno la situazione, ma rappresentano comunque un segnale positivo.

La risposta è rilevante perché, colmando un’assenza pericolosa, rilancia l’immagine di uno Stato sensibile alle esigenze di noi cittadini, dopo che in questa assenza clamorosa, soprattutto nella prima ondata dell’epidemia, quando la confusione istituzionale regnò sovrana, si sono consumati obbrobri localistici di cui stiamo ancora pagando le conseguenze. Tuttavia non è mai troppo tardi per rimediare, tanto più che un banco di prova significativo, la futura distribuzione del vaccino anti-Covid, sta già profilandosi all’orizzonte.

Ecco, quello sarà il momento in cui serviranno visione globale e trasparenza ai massimi livelli, secondo criteri di equità sociale che solo una guida pubblica – alta, autorevole e unitaria - dovrebbe impegnarsi a garantire. Non è chiedere la luna: uno Stato attento e presente, vicino ai bisogni della gente ma non pervasivo - in una parola: decoroso - dovrebbe essere la normale declinazione di quell’idea meravigliosa chiamata democrazia.


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