#Spuntodivista: se le mazzette non finiscono mai
La consegna di una tangente, immagine tratta da un video delle forze dell’ordine

#Spuntodivista: se le mazzette non finiscono mai

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. L’ultima bufera giudiziaria che coinvolge politica e imprenditoria conferma che corruzione e malaffare non sono ancora stati sconfitti. A far paura, però, è l’evoluzione del”sistema tangenti”, sempre più condizionato dalla presenza attiva della criminalità organizzata di stampo mafioso.

Stupirsi di che cosa, censurare chi, indignarsi perché. L’ultima folata di malaffare in politica è la gelida riprova di un modo di agire che non si è mai affievolito, nonostante le tante inchieste della magistratura, i processi, le condanne, le carriere spezzate, insomma tutto quanto è accaduto dopo quel fatidico 17 febbraio 1992, l’anno zero che aprì la stagione di Tangentopoli e rilanciò l’idea di un’Italia possibile, più onesta e più giusta.

Nulla è cambiato, invece: mazzette, accordi illeciti e fratellanze opache rimangono punti fermi nel vademecum di chi, anche nel nuovo millennio, considera la politica non uno strumento per servire la comunità ma una scorciatoia per arricchire se stessi, gli amici, gli amici degli amici. Fa però rabbia percepire nei resoconti di questa nuova indagine della Procura milanese, che ha ampi collegamenti con la Brianza, quel sentimento di impunità che muove le azioni di certi personaggi, quanto si sentano intoccabili, protetti, superiori a ogni limite etico e di legge: il giocare sporco elevato a scontato esercizio di potere, la banalità del male talmente metabolizzata da diventare normale prassi quotidiana.

Fanno paura, invece, gli scenari in cui si inquadra quest’ultima evoluzione del tangentopolismo, strettamente collegato – dicono gli inquirenti - alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Il dato nuovo è questo, e bisognerà farci i conti. Non è una sorpresa, bensì una conferma: la presenza delle mafie sul nostro territorio, nelle istituzioni e nel mondo produttivo è impalpabile ai più, ma non a tutti.


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