#Spuntodivista: se la privacy è a doppio binario
Pagamenti digitali: lo Stato rimborsa parte della spesa

#Spuntodivista: se la privacy è a doppio binario

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. L’indifferenza per “Immuni”, la app per contenere il Covid, stride con l’assalto al “Cashback”, che premia gli acquisti con pagamento digitale. Quando la privacy non è uguale per tutti.

L’assalto all’app per farsi rimborsare dallo Stato il 10% delle spese di fine anno (purché saldate con pagamenti digitali) ha fatto collassare la fragile Rete del nostro Paese: era già successo tempo fa per il bonus monopattini, al quale avevano aderito in qualche centinaio di migliaia, figurarsi l’impatto di oltre sei milioni di utenti che in un giorno hanno chiesto il regalino natalizio.

Ora, premesso che in tempi come questi sul denaro non si scherza, è interessante notare come, in questo caso, siano d’incanto sparite le remore di tanti cittadini gelosi della propria privacy. E magari molti di loro sono gli stessi che, sdegnati, hanno rifiutato di scaricare l’app anti-Covid “Immuni” temendo furti d’identità, schedature o manipolazione di dati personali, mentre ora hanno fatto uno strappo alla regola della riservatezza concedendo quegli stessi dati (iban compreso) in cambio di qualche soldino.

Ah, la doppia morale della privacy, parola totem della nostra contemporaneità: buona per il “Cashback”, il bonus dei rimborsi per le Feste, no buona per la povera “Immuni”, in pratica bruciata sul rogo delle polemiche. Forse aveva ragione quell’anonimo ma saggio navigatore della Rete: dovevano chiamarla Caccia al virus e dare 10 centesimi ad ogni incrocio con un individuo contaminato.


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