#Spuntodivista: Regioni e autonomia, una sfida necessaria
Il governatore della Lombardia Attilio Fontana (Foto by Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: Regioni e autonomia, una sfida necessaria

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. L’autonomia richiesta da alcune Regioni (Lombardia e Veneto in testa) non è un premio ma una scommessa: dimostrare che con maggiori risorse si possono migliorare i servizi per il cittadino. E potrebbe scatenarsi un benefico effetto-emulazione, soprattutto in quelle Regioni che, da un lato, prefigurano discriminazioni e squilibri, e dall’altro continuano a sperperare denaro pubblico.

L’argomento a prima vista può sembrare barboso, ma riguarda il nostro futuro, quello dei nostri figli e quindi rientra a pieno diritto nell’agenda del dibattito civile. Il tema dell’autonomia differenziata pretesa da alcune Regioni (Lombardia Veneto su tutte) è riducibile a un concetto semplice (la possibilità di trattenere sul territorio le tasse pagate dai contribuenti di quel territorio), ma in realtà prospetta un nuovo modello di gestione dei servizi per il cittadino: più moderno e diretto, meno imbrigliato dalla burocrazia, efficace nel momento in cui, individuato il problema e prospettata la soluzione, può contare sul reperimento di risorse, diciamo, a chilometro zero.

Un modello che non confligge con il dettato della Carta costituzionale – giusto per sgombrare il campo dai timori di secessione dallo Stato oggi sbandierati in modo strumentale – e che tra l’altro ha preso la spinta dal basso con l’esito inequivocabile di un referendum popolare.

Varrebbe la pena, da parte degli scettici, cambiare prospettiva di giudizio: concedere maggior autonomia alle Regioni virtuose non è una ricompensa ma, al contrario, significa gravarle di una responsabilità ancora più onerosa, quella di dimostrare che l’esercizio quotidiano del buon governo, sostenuto da risorse finanziarie proprie, è un progetto realizzabile. Tanto da far sperare, chissà, in un benefico effetto-emulazione, soprattutto in quelle Regioni che, da una parte, prefigurano disuguaglianze e squilibri, e dall’altra continuano imperterrite a penalizzare i loro cittadini con inefficienze e sprechi di denaro pubblico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA