#Spuntodivista: quei 20mila «neet» a caccia di futuro
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#Spuntodivista: quei 20mila «neet» a caccia di futuro

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Ragazzi dai 15 ai 29 anni che non lavorano, non studiano e vivono in famiglia: in Brianza sono 20 mila, una cifra sorprendente che deve far riflettere sulle politiche del lavoro e sulla valorizzazione del capitale umano dei giovani.

C’è un dato economico abbastanza sorprendente che emerge da uno studio dell’Agenzia delle politiche del lavoro e che tocca da vicino un gran numero di famiglie: sono ben 20 mila i brianzoli dai 15 ai 29 anni che appartengono alla categoria dei neet, acronimo inglese con cui si indica quella parte di popolazione giovanile che non lavora, non studia e non sta facendo alcun tipo di formazione.

Non procura sollievo sapere che la percentuale brianzola (16,8) è inferiore rispetto a province italiane dove i neet sono addirittura uno su due: il dato è comunque più alto della media regionale e questo getta un’ombra allarmante, soprattutto in proiezione futura, sulla mitologica rappresentazione della Brianza come terra d’elezione del lavoro e locomotiva economica della Lombardia.

Dice bene il professor Alessandro Rosina, docente alla Cattolica di Milano, da noi intervistato sull’argomento: il percorso di transizione scuola-lavoro è debole e pieno di ostacoli, perché la scuola non prepara abbastanza e perché il lavoro, quando c’è, non sa valorizzare il capitale umano dei giovani. Ad appesantire la situazione, anche in Brianza si è fatto largo il modello sociale che rende «normale», ben oltre il passaggio alla maggiore età, una lunga dipendenza dei figli adulti dai genitori.

Un tempo li chiamavano «mammoni», poi divennero «bamboccioni» e «choosy» (schizzinosi), oggi si opta per un più garbato «sdraiati». Cambiano i nomi, non la sostanza e lo spessore da problema sociale: precariato e assenza di prospettive rendono acuta la sofferenza di una base importante della società di domani. È un pezzo di futuro che chiede, per ora vanamente, risposte politiche e misure di sostegno risolutive.


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