#Spuntodivista: noi, la Luna e la nuova modernità
Eclissi parziale di luna, 16 luglio 2019 (Foto by Footo di Edoardo Terraneo)

#Spuntodivista: noi, la Luna e la nuova modernità

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. A 50 anni dall’allunaggio dell’Apollo 11 (20 luglio 1969) una riflessione sul senso di quell’impresa: liberò l’uomo dalle sue gabbie mentali aprendo il pensiero alla modernità.

Un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco balzo per l’umanità. «Ha toccato, ha toccato il suolo lunare! A voi Houston», «Mah, qui ci pare che manchino ancora 10 metri». Qui base della Tranquillità: l’Aquila è atterrata. È bello pensare che la luna è lì, anche se io non guardo. Guarda che luna, guarda che mare. «In questo punto uomini dal pianeta Terra posero piede per la prima volta, luglio 1969 d.C. - Siamo venuti in pace per tutta l’umanità». Quando il saggio indica la luna, lo stolto osserva il dito. Nascente luna, in cielo esigua come il sopracciglio della giovinetta. E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo. Il mare, impetuoso al tramonto, salì sulla luna. Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna? E la luna bussò alle porte del buio. La moonwalk di Michael Jackson. Chiari di luna. L’ultima luna. Luna storta. La luna nel pozzo. Luna di miele. Luna piena. Luna nuova. Luna rossa. Stregati dalla luna. Abbaiare alla luna.

Un profluvio di citazioni storiche, suggestioni letterarie, aneddoti, canzoni, poesie, proverbi, aforismi, modi di dire ha accompagnato in questi giorni la marcia di avvicinamento al 50° anniversario di un momento-chiave nella storia dell’umanità. Mezzo secolo dopo, chi c’era (e siamo in tanti) rivive ancora con la stessa trepidazione quegli attimi sospesi in cui l’uomo toccò l’ignoto e frantumò le sue gabbie mentali. Nulla fu più come prima: l’immaginazione diventò memoria collettiva e l’umanità prese altre direzioni. La Luna in diretta tv planetaria, le sue pietre, la sua polvere: quel giorno svanì il fascino del mistero, ma il nostro mondo si aprì alla modernità.


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