#Spuntodivista: lezioni in classe, un esame di maturità
Controllo della distanza tra i banchi nelle aule

#Spuntodivista: lezioni in classe, un esame di maturità

Il tema Covid ha creato divisioni. E anche sulla riapertura delle scuole le voci sono discordanti. Una cosa è certa: il ritorno in classe di 8 milioni di studenti è la pietra angolare che sorregge il teorema della ripartenza del Paese dopo la pandemia.

Salutiamo con giubilo la riapertura delle scuole, convintamente persuasi che siano d’accordo, dopo mesi di semivuoto educativo, anche gli studenti: tra loro si trova la futura classe dirigente - che sa di non poter crescere a Dad e piattaforme digitali -, e anche il complesso dei cittadini di domani, per i quali l’istruzione può anche non essere un bisogno primario, ma rappresenta comunque un buon modo per prepararsi a stare al mondo.

La partita anti-virus è complicata: si gioca in un luogo di relazione trasformato in un luogo di non-relazione dai protocolli di sicurezza (massima per gli studenti, un po’ meno per docenti e personale). Sarà davvero tutto sicuro? Riusciremo ad annullare il rischio di contagio? Naturalmente no, è impossibile, ma in presenza di situazioni critiche sarà la pratica - e magari un pizzico di elasticità - a suggerire la miglior soluzione del momento.

Il tema Covid è già stato fin troppo divisivo nel nostro Paese, ultimamente pervaso dal pensiero assolutistico: o si apre o si chiude. E la scuola, o apre o fa didattica a distanza. Il terzo non è dato: però vedere soltanto il bianco e il nero quasi sempre è fuorviante, come in questo caso. Il ritorno in classe di otto milioni di ragazzi è la pietra angolare che sorregge l’intero teorema della ripartenza: conviene a tutti che vada bene, servono gli sforzi di tutti affinchè funzioni.


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