#Spuntodivista: le Regioni fai-da-te e l’ansia per la Fase-2
I giorni del virus: un intervento della Croce rossa (Foto by Foto di Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: le Regioni fai-da-te e l’ansia per la Fase-2

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. L’assessore regionale Mattinzoli ha attaccato duramente il governo centrale, ma nelle sue parole c’è tutta l’insofferenza nei confronti di scelte e decisioni che scavano ancor di più l’abisso tra due visioni per gestire l’emergenza.

No, non è impazzito l’assessore regionale lombardo Alessandro Mattinzoli, protagonista della clamorosa intemerata anti-governativa - e in particolare contro il premier Giuseppe Conte – che negli scorsi giorni ha fatto il giro del web. No, non è “andato fuori di testa”, come lui stesso teme: ha semplicemente dato voce, con qualche intemperanza verbale di troppo, al sentimento che tanti cittadini lombardi provano oggi nei confronti del governo nazionale.

Mattinzoli è parte in causa in quanto assessore (Sviluppo economico), imprenditore (settore turistico e ristorazione) e soprattutto malato di Covid-19, come certificano i 40 giorni all’ospedale, alcuni dei quali trascorsi in condizioni preoccupanti. Ma il suo atto d’accusa va oltre il caso personale: rappresenta in purezza l’abisso ormai incolmabile che separa due mondi, due visioni che si contrappongono nell’emergenza.

Non è più il caso di segnalare la confusione generata dalle numerose disposizioni decise da Conte e rigettate mezz’ora dopo da Fontana, indignarsi per l’imbarazzante balletto delle mascherine, chiedersi perché il virus è uno ma le maniere di affrontarlo molteplici e spesso in contrasto tra loro. Il tappo del fronte nazionale, solidale e unitario per arginare l’epidemia è saltato quasi subito, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: il virus brinda con i veleni che si stanno scambiando i vari pezzi della nostra classe politica e dirigente.

Ora c’è molta ansia per la fase-2, con il manager Vittorio Colao a capo della task-force che dovrà normarla, ultimo di una trafelata stagione di comitati spesso sovrapponibili messi in piedi in queste settimane. Ancora da definire ruolo, competenze, confini delle stesse, costi, rapporti con i commissari, gli altri comitati, i vari ministeri. Tira aria di neo-cesarismo 2.0 e di abdicazione della politica, ma il vero punto non è questo. Il vero punto è capire se e quanto potere Colao riuscirà ad esercitare su Fontana, la Lombardia e le altre Regioni fai-da-te. Dalle prime mosse (la decisione lombarda di riaprire il 4 maggio) si direbbe che questo rapporto si porta già addosso il marchio del fallimento.


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