#Spuntodivista: le conferme dal Salone, dai legnamè al design, la Brianza è mobile
Il Salone del mobile 2019 (Foto by Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: le conferme dal Salone,
dai legnamè al design, la Brianza è mobile

L’editoriale del direttore Claudio Colombo: la cultura d’impresa che parte dalla tradizione di una terra, nella vetrina internazionale dell’esposizione milanese. Dove si celebra l’importanza di un settore che vale il 5% del Pil industriale del Paese

È persino troppo facile celebrare con orgoglio nazionale il nuovo appuntamento con il Salone del Mobile di Milano, evento al quale partecipano decine di «firme» brianzole e a cui dedichiamo l’approfondimento nelle pagine de “il Cittadino+”. Troppo facile, e quasi scontato, sottolineare l’importanza di un settore che vale circa il 5% del Pil industriale del nostro Paese, con i suoi 42 miliardi di fatturato annuo ventidue dei quali provenienti dall’export, a conferma che l’internazionalizzazione rappresenta lo strumento più efficace di crescita negli ultimi anni. Il comparto è in salute, così dicono i numeri, e in tutto questo fiorire di positività la nostra provincia recita un ruolo di primissimo piano: se il made in Italy si esalta nel design, e nelle sue applicazioni pratiche che trasformano il segno in un oggetto reale, il design made in Brianza è lo specchio di un territorio che, partendo dal mondo piccolo dei legnamè, è approdato a una cultura di impresa attenta all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, le sole armi in grado di sostenere la sfida della competitività. Detto ciò, è persino troppo facile applaudire le tante parole di ammirazione e incoraggiamento sentite, per esempio, dal premier Conte all’inaugurazione del Salone. Ma al di là dei discorsi da taglio del nastro ora occorrono fatti concreti, il sostegno a un’economia che ha bisogno di una spinta sincera, l’idea che la filiera dell’arredamento debba rappresentare la regola di un’Italia di nuovo in cammino, non l’eccezione di un Paese in retromarcia


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