#Spuntodivista, l’autodromo di Monza al centro
Una marea rossa di tifosi ha invaso Monza (Foto by Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista, l’autodromo di Monza al centro

L’editoriale del direttore Claudio Colombo sull’importanza del circuito monzese, che avrà la Formula 1 almeno sino al 2024. E che si prepara ad un altro grande evento, come il Salone dell’auto per il 2020.

Comunque la si rigiri, Monza è sinonimo di motori e l’autodromo è il marchio cittadino più conosciuto al mondo. Dall’Afghanistan allo Zimbabwe, dici Monza e ti rispondono Formula 1. Qui ci sono memoria e tradizione: il fascino della velocità e delle auto rombanti è intrinsecamente legato alla storia di questo territorio da quasi cent’anni. La città è cresciuta con l’autodromo: è giusto riconoscerlo, è giusto gioire se per altri cinque anni Monza sarà ancora il nome della F1 in Italia. Non solo: è alle porte (2020) la nuova edizione del Salone dell’auto in compartecipazione con Milano, e con il circuito al centro del progetto. Sarà un avvenimento da 700 mila visitatori: significa prestigio, visibilità, indotto economico.

L’autodromo è il motore di Monza e della Brianza: va difeso, accudito, incentivato nella sostenibilità rispetto a un perimetro ambientale unico e prezioso. È una delle sfide che si prospettano per il futuro, un tema ben presente in chi ha in mano la responsabilità della gestione della struttura.

Poi c’è l’aspetto sportivo, non meno importante di ogni altro contesto, anzi fondamentale per le decine di migliaia di tifosi che in questi giorni si sono dati appuntamento per sostenere la Ferrari. È una stagione balorda, per la nazionale dei motori: mai così in difficoltà, eppure imbaldanzita dal successo di Charles Leclerc domenica scorsa in Belgio. Il Cavallino non vince a Monza dal 2010 (Alonso), un’attesa lunga e insopportabile che il principino monegasco potrebbe spezzare (ma anche Vettel andrebbe bene). Il momento è perfetto: sarebbe la ciliegina rossa su un weekend da brividi.


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