#Spuntodivista, la spinta che serve alle imprese brianzole
Il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi

#Spuntodivista, la spinta che serve alle imprese brianzole

Nell’editoriale del direttore Claudio Colombo, il punto di contatto ancora da cercare tra il tessuto imprenditoriale lombardo e brianzolo con il nuovo governo giallorosso. Ripartendo dall’esortazione di Bonomi: «Stupiteci».

«Stupiteci», aveva detto Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, al governo giallorosso, durante l’assemblea generale dell’associazione. E il premier Conte era rimasto sorpreso da un invito così frontale, fatto a nome degli imprenditori dell’area più dinamica d’Italia, Milano, Monza, la Brianza e Lodi. A leggere quel che si sa della Legge Finanziaria in preparazione, sembra poco probabile che da palazzo Chigi arrivino scelte strabilianti. È già molto, comunque, se da una fase di profonda incomunicabilità con il governo precedente - colori diversi, stessa guida - si passerà a quella di un dialogo ragionevole, continuando a credere che il destino dell’Italia debba affidarsi a una unità di intenti e a una convergenza di forze, per provare finalmente a uscire da una stagnazione che minaccia di essere di lungo periodo. Certo è che le prime mosse di questo esecutivo (più che mosse annunci, e qualcuno, di qualche ministro, risibile) non hanno sinora soddisfatto le aspettative. Dopo l’assise di Milano, l’aria che tira è improntata a un pragmatico scetticismo, serpeggiante tra gli industriali medio piccoli e soprattutto in Brianza, dove la stragrande maggioranza delle aziende non arriva ai 25 dipendenti. Raccontava un imprenditore del territorio: «Non ci aspettiamo accadimenti eccezionali, un asso nella manica che possa sparigliare la situazione. Ma a noi, in fondo, basterebbe un po’ di efficace normalità». Puro spirito brianzolo: significa, in poche parole, sollecitare il nuovo governo a una missione possibile e necessaria: un disegno di politica industriale senza incertezze e misure temporanee, con lo sguardo rivolto ai giovani e connesso all’Europa, in grado di riavviare gli investimenti e recuperare competitività in un mercato globale che respinge chi non possiede coraggio e visione futura.


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