#Spuntodivista: la settimana perfetta di Monza
Il podio del G.P. d’Italia: Leclerc, Bottas, Hamilton. (Foto by Foto di Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: la settimana perfetta di Monza

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Vittoria della Ferrari e record di spettatori: l’organizzazione del G.P. d’Italia a Monza è stata un successone. Ora l’autodromo diventa un laboratorio del futuro, tra progetti sulla mobilità sostenibile e grandi eventi come il Salone dell’auto 2020.

Non servivano particolari doti divinatorie per prevedere, la scorsa settimana, che l’edizione numero 90 del G.P. d’Italia avrebbe inanellato una serie impressionante di record, quasi a suggellare una specie di epifania del nuovo corso che interesserà, nei prossimi anni, la vita e la funzione economica, produttiva e persino culturale dell’autodromo di Monza.

Al di là del versante sportivo, trasformato dal magnifico Leclerc nella giornata perfetta per il tifoso ferrarista, ciò che rimane sulla tavola ben imbandita dell’appuntamento con la Formula 1 non sono certo briciole: c’è stato il primato degli appassionati presenti in autodromo nella tre giorni monzese, quello dei telespettatori davanti alla Tv, un ritorno economico certamente cospicuo sul territorio e, soprattutto, il sentore di una manifestazione riuscita sotto ogni punto di vista.

Ciò assume un valore significativo nel momento in cui, dopo mesi di estenuante tira-e-molla, la garanzia contrattuale che lega la F1 all’Italia fino al 2024 sgombra il campo da incubi futuri, nella convinzione che, al netto di migliorie comunque necessarie all’impianto (e puntualmente pretese dai boss di Liberty con clausole vagamente intimidatorie), non possa esserci Gran Premio d’Italia all’infuori di Monza.

Ma ciò che deve interessare Monza e la Brianza va oltre la Formula 1: è l’idea che l’autodromo possa diventare un laboratorio del futuro collegato, per naturale prossimità con il mondo vasto dei motori, ai temi della mobilità sostenibile e del rispetto ambientale. La sensazione è buona: i progetti ci sono, visionari quanto basta per provare a trasformarli in realtà.


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