#Spuntodivista: la nostra storia e l’età della conoscenza
La copertina dell’ultimo inserto de il Cittadino sulla storia di Monza e della Brianza

#Spuntodivista: la nostra storia e l’età della conoscenza

L'editoriale del direttore Claudio Colombo. Con il fascicolo numero 13 pubblicato all’interno del giornale si conclude la storia di Monza e della Brianza attraverso le cronache del Cittadino. Un omaggio ai nostri 120 anni, ma anche uno strumento utile ai lettori per ripercorrere i cambiamenti che hanno rivoluzionato la nostra società.

Con il fascicolo numero 13 che trovate all’interno del giornale si conclude la storia di Monza e della Brianza raccontata attraverso le cronache del “Cittadino”. È stata una cavalcata faticosa ma emozionante, nella quale abbiamo cercato di condensare gli ultimi, densissimi 120 anni che hanno attraversato il nostro territorio: 120 come quelli appena compiuti da questo giornale, 120 anni nei quali è cambiato il mondo e sono cambiati il modo di percepirlo, le idee e le prospettive, i popoli, le nazioni.

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“il Cittadino” è stato protagonista, testimone e interprete di questi mutamenti, potendo contare, in tutte le fasi della sua presenza, sui racconti sempre precisi e puntuali dei giornalisti e dei collaboratori che hanno fatto e fanno parte di questa ultracentenaria avventura editoriale. L’apprezzamento generale per l’iniziativa ci conforta sull’eccellenza raggiunta dal progetto editoriale coordinato da Davide Perego e Alessio Ajelli e impreziosito dalla collaborazione di due studiose del calibro di Elena Riva e Marina Rosa.

L’aspirazione di partenza era quella di ribadire chi siamo e da dove arriviamo: raggiunta. L’obiettivo finale era quello di offrire una chiave di lettura originale dei fatti che hanno incrociato tre secoli: centrato anch’esso. Dall’uccisione di re Umberto I ai viaggi spaziali dell’astronauta Paolo Nespoli si è snodata una storia che valeva la pena di essere raccontata. Per diversi motivi: per non farla sbiadire, perché si corre il rischio che venga riscritta strumentalmente; per non ripetere errori e omissioni del passato, un pericolo sempre incombente, come insegna la recente attualità; perché non sapere cosa sia accaduto nei tempi andati significa restare sempre bambini e lasciare il mondo nell’infanzia della conoscenza.


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