#Spuntodivista: la lezione da imparare
Sicurezza a scuola ai tempi del Covid (Foto by Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: la lezione da imparare

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Un preside si sostituisce ai prof che mancano e fa lezione ai ragazzi. Storia simbolica: adoperarsi per superare una situazione di emergenza potrebbe essere un modello di comportamento collettivo da sviluppare in questi tempi. Osservando le regole senza spaccare il capello in quattro.

C’è una storia che va segnalata poiché, nel suo piccolo, è fortemente simbolica: il preside di una scuola di Monza, alle prese con il problema della mancanza di professori, ha adottato una clamorosa decisione. Non ha protestato contro la politica imbelle, il ministero incompetente, la dittatura sanitaria e gli studenti che non sono più quelli di una volta, ma ha scelto una via più elementare: è entrato in classe e ha spiegato la lezione. Ha, insomma, tappato il buco, partendo dal concetto che agire, piuttosto che recriminare, sia la miglior risposta possibile a un problema contingente (il tutto, si suppone, senza sentirsi vittima di un complotto planetario tendente a sminuire ruolo, funzione e poteri dei dirigenti scolastici).

La valenza simbolica di quel gesto è abbastanza chiara: adoperarsi per superare una situazione di emergenza, anziché spaccare il capello in quattro, può essere un modello di comportamento da sviluppare in molti ambiti, soprattutto in questi giorni complicati. Fare in modo che il Covid non si diffonda, per esempio, rappresenta un atto di civismo. Accettare le regole - per quanto tortuose e impopolari - è un esercizio di responsabilità che non mortifica il nostro diritto di critica. Dovremmo imparare la lezione dal preside che ritorna professore: fare qualcosa che normalmente non faremmo, ma che va fatto perché il momento lo richiede.


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