#Spuntodivista: la giustizia più efficace è un valore per tutti
Un’aula del Tribunale di Monza

#Spuntodivista: la giustizia più efficace è un valore per tutti

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Quasi un anno per arrivare a una sentenza di primo grado: la giustizia, anche a Monza, vive un momento di grande sofferenza. È un tema che andrebbe messo al centro del dibattito pubblico, perchè una giustizia più rapida ed efficiente rappresenta un valore per tutta la comunità.

Trecentosessanta giorni per arrivare alla sentenza di primo grado in un processo civile, 850 per il giudizio definitivo in Cassazione. E nel penale la situazione non è meno sconfortante: le cifre sono inferiori, ma sempre altissime. Quando si parla di giustizia italiana, sono i numeri a dettarne lo stato di salute. Che è migliorato rispetto a quindici anni fa (allora i tempi dei procedimenti civili erano 608 e 1200 giorni), ma rimane fortemente critico, e rischia di diventare cronico. Il confronto con l’élite dei paesi europei è, naturalmente, impietoso: la strada per un riallineamento è ancora lunga e tortuosa. 

Lo stato di sofferenza del sistema-giustizia è evidente anche a Monza e in Brianza - organici sottodimensionati, strutture in degrado, spazi insufficienti -, eppure il tema non sempre fa presa nel dibattito collettivo: lo si vive come un problema lontano dalla nostra quotidianità. Non è così: una giustizia più efficiente ed efficace, che si muova in tempi rapidi, è un valore per tutti, ha ricadute positive sul territorio in termini socio-economici, ne accresce l’attrattività, rafforza la diffusione di quella cultura della legalità che è uno dei pilastri del vivere civile.

Aiutare la giustizia è un dovere collettivo: nei comportamenti personali, nelle idee da mettere in campo, nelle iniziative come quella annunciata nei giorni scorsi da importanti associazioni ed enti del territorio, promotori di borse di studio per la formazione di giovani tirocinanti che andranno a supportare il lavoro dei magistrati del Tribunale di Monza. Sono segnali importanti che provengono dalla società civile, sinergie virtuose che partono dal basso e puntano verso l’alto, verso un nuovo modo di pensare e costruire il rapporto tra cittadini e istituzioni.


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