#Spuntodivista: la cena dei poveri che racconta il vero Natale
Monza: Natale in centro (Foto by Foto di Fabrizio Radaelli)

#Spuntodivista: la cena dei poveri che racconta il vero Natale

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. Un ristoratore ha offerto una cena a trenta persone con storie difficili, chiedendo di restare anonimo. Un gesto semplice ma potentissimo che riscopre il vero senso del Natale: una festa incentrata sulle persone, non sulle cose.

Ecco una storia di Natale che ha un inizio e due possibili finali. Trenta persone con un’esistenza difficile sono state invitate l’altra sera in un ristorante di una cittadina brianzola per una cena offerta dal proprietario del locale. Si sono ritrovate persone di età e origini diverse, italiane e straniere, unite dal tratto comune di una vita segnata da povertà e privazioni: per molte di loro l’esperienza di sedersi a un tavolo di ristorante era nuova, per altri un ricordo lontano di tempi migliori.

È stata una serata di condivisione e sorrisi: per un paio d’ore, attorno a un tavolo imbandito, quegli «ultimi» serviti come prìncipi hanno avvertito il calore di una vicinanza inattesa, una sensazione forse mai provata di appartenenza e di inclusione. Il primo, possibile finale della storia è questo: non sarà una cena natalizia a cambiare le loro vite, ma dentro questa serata di solidarietà e di amore per il prossimo c’è il messaggio di qualcosa che noi tutti dovremmo riscoprire: l’essenza di una celebrazione che mette al centro la persona, non le cose.

Poi c’è il secondo finale, non meno significativo: il titolare del locale ha preferito rimanere anonimo. Non ha chiamato i giornalisti. Non ha girato video. Non ha scattato foto da diffondere sui social. Ha scelto di compiere un gesto di amicizia per il semplice piacere di farlo, come accade in Brianza a tante altre persone che fanno del bene senza pretendere titoli in prima pagina e servizi tv, autoreferenziali esibizioni di vanità.

Questa, in sintesi, è la storia perfetta che aspettavamo per l’occasione: infonde coraggio in tempi dominati dall’odio e dall’intolleranza, indica la strada per contrastarli e spiega il Natale meglio di ogni altra filosofia.


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