#Spuntodivista: la buona informazione e i ladri di giornali
17 agosto 1899: il primo numero de “il Cittadino”

#Spuntodivista: la buona informazione e i ladri di giornali

La piattaforma Telegram ha rimosso 19 canali utilizzati per diffondere in rete - senza pagare alcun diritto - articoli o interi giornali. Ma professionalità, capitali e qualità non sopravvivono senza remunerazione: ecco perchè fermare i ladri di giornali è un dovere civico oltre che un’urgenza democratica.

Due notizie degli ultimi giorni, apparentemente slegate tra loro, in realtà si sovrappongono e offrono spunti per una breve riflessione. La prima notizia riguarda il popolare servizio di messaggistica Telegram: la Procura di Bari ha ordinato il sequestro di 19 canali utilizzati dalla piattaforma per distribuire articoli, pagine o addirittura intere copie digitali dei giornali italiani e stranieri, traendo guadagni dal lavoro altrui.

Trattandosi di cosa seria (l’ipotesi di reato è furto, violazione della legge sul diritto d’autore e riciclaggio), la stessa app ha subito rimosso i canali. La seconda notizia viene da Monza: sui muri della città, nei giorni scorsi, sono comparsi numerosi manifesti con il logo di Regione Lombardia nei quali vengono suggeriti alcuni comportamenti anti-Covid 19. Ebbene, quei manifesti sono un falso: Regione Lombardia non li ha mai stampati. Che c’entra, si dirà, Telegram con i poster fasulli? Il nesso c’è e si chiama informazione. Anzi, si chiama valore dell’informazione. Quello che ogni giorno migliaia di giornalisti e decine di giornali producono a vantaggio della comunità, che paga per un servizio e pretende, giustamente, che sia un buon servizio.

E’ un valore, quello dell’informazione affidabile, verificata, corretta, in due parole “di qualità”, che costa e che merita di essere remunerato, perché creato da aziende che rischiano i loro capitali e da professionisti che ci mettono la faccia e si assumono responsabilità, anche di fronte alla legge civile e penale. Smascherare fake-news e iniziative opache, tipo quella del manifesto falso, è uno dei tanti compiti che la stampa assolve in questi giorni complicati.

Telegram ha fatto retromarcia, altri giganti del web proseguono nel saccheggio. Ecco perché fermare i ladri di giornali è un dovere civico, oltre che un’urgenza democratica.


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