#Spuntodivista: Il test di qualità va fatto anche su di noi

#Spuntodivista: Il test di qualità va fatto anche su di noi

L’editoriale del direttore Claudio Colombo. L’emergenza coronavirus è stata (ed è) l’occasione per testare la qualità dei nostri servizi. Ma anche il nostro senso di responsabilità rispetto a un evento inaspettato: purché lo si affronti senza paraocchi ideologici, isteria, dietrologie e piagnistei.

Al di là di ogni considerazione di carattere politico (ma che tristezza le risse istituzionali di questi ultimi giorni), l’irruzione sulla scena quotidiana del famigerato coronavirus è un test sulla qualità di tante situazioni che coinvolgono la nostra vita di comunità: il funzionamento delle amministrazioni locali, la preparazione e la prontezza del sistema sanitario, il coordinamento delle forze di polizia, l’affidabilità delle fonti di informazione e, in generale, la credibilità del giornalismo.

È anche un esame sulla convivenza civile e sulla tolleranza verso il prossimo: non dimentichiamo che per una volta tanto ci troviamo tutti, ma proprio tutti, sulla stessa barca, diretta non si sa dove e in mare aperto non si sa fino a quando.

È inoltre un test sulla saldezza di nervi collettiva: a occhio, in questi primi giorni sembrerebbe miseramente fallita, se non fosse che un evento così sorprendente ha bisogno di un po’ di tempo per essere metabolizzato, e quindi c’è fiducia in un rapido ritorno alla ragionevolezza e al buon senso comune.

Ed è, infine, un esame di maturità per tutto il mondo dei social, oggi più che mai formidabile veicolo di fake news: come sarebbe bello se si riuscisse a dimostrare che libertà di parola e di espressione possono anche mettersi al servizio della collettività.

È però vero che tutte queste prove impallidiscono davanti all’esame più difficile: la capacità individuale di capire bene la questione e di comprendere le ragioni per cui le autorità ci hanno chiesto di modificare una serie di comportamenti e abitudini. Evitando, se possibile, paraocchi ideologici, isteria, dietrologie, piagnistei, catastrofismi: il test di qualità, in questi tempi di emergenza, va fatto su ciascuno di noi.


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